Covid, a Milano il contagio corre

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Covid, a Milano il contagio corre


“Qui a Milano stiamo assistendo a un’accelerazione” del contagio da coronavirus Sars-CoV-2 “che è in proporzione coerente, seppur ancora più piccola rispetto ad altre regioni, con la situazione nazionale. Però c’è e va a una velocità che non fa presagire nulla di buono. Siamo ormai molto superiori a quella ‘quota 100 positivi’ che manda in sofferenza il sistema di tracciamento. E i servizi stanno già accumulando ritardi perché il numero di persone da contattare e mettere in quarantena è molto aumentato. La sensazione è che la possibilità di contenere la situazione solo con questo strumento sarà insufficiente. E probabilmente sarà necessario cominciare a ridurre le possibilità di contatto fra le persone con provvedimenti”. Traspare preoccupazione dall’analisi di Vittorio Demicheli, direttore sanitario dell’Ats Città metropolitana di Milano.


La metropoli conta 258 positivi nelle ultime 24 ore e in tutta la provincia si concentrano oltre la metà dei nuovi casi lombardi (501 su 983). “Penso che a livello nazionale si stia riflettendo sulla possibilità di adottare provvedimenti più stringenti per tutti. I numeri sono alti. Dalla cabina di regia nazionale emerge che ci sono già segnali di sofferenza nei servizi di tracciamento e Milano è esattamente in questa situazione“, spiega l’esperto all’Adnkronos Salute. Si sta correndo ai ripari: “La settimana prossima nel weekend arruoleremo e formeremo una squadra di emergenza”, un gruppo di contact tracer che diano man forte a chi già sta lavorando incessantemente.



“Stiamo facendo manovre per potenziare il servizio. Penso che a livello nazionale si parlerà anche di coinvolgere altre istituzioni, per esempio la Protezione civile. Temo che siamo già al punto di dover considerare interventi di altra natura perché la tracciatura non sarà potenziata in tempo”. La visione di Demicheli è che “si debbano ridurre un po’ di occasioni di contatto, quelle più pericolose e meno essenziali. Quindi aggregazioni e attività ricreative di massa”.


“I numeri che stiamo misurando in questi giorni – puntualizza Demicheli – sono lontanissimi da marzo. Adesso vediamo numeri grossi, ma due terzi sono asintomatici, in rianimazione ci va una percentuale molto bassa. Ma se riusciamo a frenare i contagi leggeri – incalza – riusciamo a fermare questa cosa senza bloccare tutto e prima che faccia danno”.


Quello dell’esperto è anche un Sos, “un richiamo alla responsabilità. Giusto per tornare al tracciamento – spiega – noi lo potenzieremo. Per esempio abbiamo attivato una modalità di prenotazione dei tamponi, tramite un link, dedicata a chi è stato segnalato come caso sintomatico o a rischio dal proprio medico”, e in una nota l’Ats ha precisato che “chi ha difficoltà con l’uso di strumenti web verrà comunque contattato dal call center entro qualche giorno”, avvertendo che “l’aumento del numero di casi potrebbe rendere più lunga l’attesa”.


Ma, sottolinea Demicheli, “la velocità è essenziale e forse può essere migliorata se anche le persone ci aiutano facendo già un pezzettino di percorso loro stesse. Faccio un esempio: oggi una mamma aveva già messo in quarantena la classe del proprio figlio avvertendola prima dell’arrivo della segnalazione ufficiale. Le persone possono anche autoisolarsi quando sanno di aver avuto un contatto sospetto e sono in attesa di tampone e avvisare spontaneamente i contatti. Questo adesso potrebbe facilitarci le cose”.

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