Crisi governo, Bonino: "No a Conte ter, svolta per non perdere fondi Ue"  

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La leader di Più Europa: “Disponibili a discutere di contenuti con un nuovo eventuale presidente incaricato”

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(foto Quirinale)
(Adnkronos)

Nel secondo giorno di Consultazioni al Quirinale Emma Bonino ribadisce al Capo dello Stato il suo no a un Conte ter. “Non sosterremo un tentativo di proporre un governo con l’attuale presidente del Consiglio, perché se è vero che serve una svolta, un rilancio, non possiamo sostenere la semplice continuità del presiedente del Consiglio“, afferma al termine dell’incontro di Più Europa-Azione e Radicali italiani con Sergio Mattarella. “A maggior ragione – aggiunge – dopo il tentativo di dare vita al suo sostegno in modo piuttosto contraddittorio e disordinato di un Gruppo parlamentare senza alcuna coerenza politica, che utilizza come mero schermo il richiamo all’europeismo. Azione e Più Europa sono impegnate nella costruzione di un progetto inclusivo aperto a rappresentanze di forze riformatrici, profondamente europeiste”.


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“Quindi abbiamo manifestato al Presidente Mattarella con chiarezza che non siamo disponibili a nessun tipo di continuità che ha già dimostrato tutta la sua debolezza, per non dire peggio, ma siamo disponibili a discutere di contenuti con un nuovo eventuale nuovo presidente incaricato, che abbia un autorevole profilo europeista e riformatore in grado di raccogliere una maggioranza più ampia di quella attuale, coinvolgendo le forze che al Parlamento europeo che sostengono il lavoro della Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen”.

“Per noi – ribadisce Bonino – è indispensabile una svolta nell’attività governativa, nella gestione del piano vaccinazioni, sulla questione dei fondi europei che rischiamo di perdere“. Quanto a Conte rivela “ha telefonato anche a me come a tutti. Io sono educata, rispondo, e so cosa rispondere. Più Europa ha una connotazione veramente europeista. Quello è un gruppo senza nessun collante. Ci sono responsabili la mattina che il pomeriggio poi cambiano idea… I senatori in prestito? Dal punto di vista parlamentare possibile, politicamente inaccettabile”.




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redazione

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