Dantedì. La IID del plesso Pirandello di Nicosia ha presentato il progetto “Disposto a salire a le stelle”

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ARTICOLO PUBBLICATO IL 25 Marzo 2021

In occasione delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, l’Istituto, che al Sommo Poeta è titolato, ha portato avanti una serie di iniziative atte a favorire la conoscenza della vita e dell’opera dantesca.

Gli alunni della classe II D del plesso Pirandello, coordinati dalla prof.ssa Lella Russo e supportati dai proff. Giuseppe Butti, Daniela Di Paola, M. Piera Ferrara e Salvina Trapani, da mesi, hanno lavorato al progetto Disposto a salire a le stelle. È stato preso a prestito l’ultimo verso del XXXIII canto del Purgatorio proprio perché le stelle rappresentano lo slancio verso l’alto, a voler significare una ripartenza, il desiderio e l’impegno di riaprirsi ad un futuro carico di quelle speranze e aspettative che quest’ultimo anno sembra aver soffocato.

Il Progetto sarebbe dovuto culminare in uno spettacolo teatrale da rappresentare non solo a teatro ma anche negli slarghi più suggestivi del nostro paese, da mettere in scena il 25 marzo, in occasione del Dantedì. L’emergenza sanitaria non ha reso possibile una manifestazione pubblica, per cui gli studenti hanno pensato di raggiungere tutti attraverso strumenti digitali, il prodotto è reperibile sul sito web della scuola, alla voce “Didattica”, e sul canale Youtube.

Nel primo video gli alunni presenteranno l’intero percorso operativo, la metodologia e le varie attività che hanno realizzato.

Col secondo, dopo un approccio globale alla vita e alle tematiche dantesche, si presenteranno i risultati di un sondaggio, effettuato su un campione di 200 intervistati, volto ad esplorare la conoscenza di Dante nel nostro territorio.

Il terzo e quarto video costituiscono la parte più corposa e originale del lavoro perché gli alunni, dopo un’analisi linguistica e stilistica di diversi canti, si sono interrogati su cosa quei versi avessero ancora da dire ad un adolescente dei nostri giorni. E se facile sarebbe stato il collegamento dello smarrimento nella selva oscura col disorientamento generato dal Covid, più impegnativo è risultato parlare dei “femminicidi” con Francesca, o degli atti di autolesionismo e sfide estreme tra adolescenti con Pier Delle Vigne. La figura di Capaneo è servita a far affiorare rabbie più o meno represse e Casella ad anelare ai tanti abbracci negati in questo periodo.

Forti gli spunti di riflessione prioritariamente per gli adolescenti, ma non meno per genitori ed educatori.
Nell’ultimo video i ragazzi ci sono cimentati con la declamazione di alcuni tra i brani studiati.
Non si 
hanno velleità artistiche, né riguardo alla recitazione né tanto meno ai tecnicismi delle riprese, anche perché il principio che si è voluto perseguire è stato quello dell’inclusività, a ciascuno è stata affidata una parte e tutti, pur nella presenza degli ovvi limiti, si son sentiti protagonisti di un prodotto complessivo.
In appendice si è voluto inserire anche un backstage a testimoniare non solo le fatiche, ma anche i momenti di ilarità.

Non è stato sicuramente facile, sia per la corposità del tema sia per le difficoltà ambientali che più volte hanno costretto la classe ad entrare in didattica a distanza. Oltre le conoscenze disciplinari del patrimonio letterario italiano, gli studenti hanno acquisito competenze digitali e civiche nell’assumere e portare a termine ruoli e compiti attraverso una collaborazione fattiva.

Ma ciò che più conta è che gli studenti siano riusciti a rinsaldare i rapporti tra loro, confrontandosi al contempo con la nostra letteratura e con tematiche introspettive; si è così voluto generare la consapevolezza che per ciascuno il meglio deve ancora venire, purché ci sia sempre la disponibilità a migliorarsi.

Prof.ssa Lella Russo



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redazione

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