Donne e sport in Sicilia, chi sono le campionesse che hanno lasciato il segno

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L’interesse da parte del mondo femminile per lo sport continua a crescere. Sono sempre più le donne che attualmente praticano sport a livello professionistico e che seguono da vicino tutti gli eventi sportivi. Questa non è altro che la conseguenza di un cambiamento avvenuto nelle scuole della maggior parte dei paesi del mondo, cominciata nei primi anni settanta, successivamente alle testimonianze di alcune coraggiose donne che salirono in pedana per rompere gli schemi della disparità tra i sessi nello sport e sfatare così gli ultimi tabù rimasti.

Come per per la maratoneta Kathrine Switzer che nel 1967 partecipò alla famosa gara podistica di Boston sotto falso nome (all’epoca, alle donne non era consentito correre la maratona), terminando la sua corsa in 4 ore e 20 minuti nonostante il boicottaggio degli organizzatori. L’esempio della Switzer è stato fondamentale per altre testimonianze che si sono susseguite negli anni da parte delle donne.

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Sul ruolo attuale e sul peso delle donne nello sport nazionale, anche la due volte argento olimpico nel salto in lungo Fiona May, ha evidenziato in una recente video intervista rilasciata al blog del bookmaker inglese di scommesse online Betway L’Insider, come siano problematici la maggior parte dei rapporti tra universo femminile e lavoro legato allo sport. I punti messi in risalto dall’ex campionessa mondiale, trovarono già eco qualche anno fa in un appuntamento organizzato ad Enna all’Università di scienze dell’uomo e della società della Kore sul tema delle pari opportunità delle donne nello sport.

Anche in Sicilia e in Italia abbiamo avuto, ieri come oggi, donne coraggiose che hanno scritto, a loro modo, alcune tra le più belle pagine dello sport “rosa” italiano. Sono le donne che hanno saputo abbattere le barriere mentali e superare con forza di volontà e tenacia tutti i confini geografici, le donne che ogni giorno scendono in campo per dare voce alla propria battaglia di cambiamento, in favore di maggiori opportunità e parità di trattamenti anche nelle varie discipline sportive.

Come per Vincenza Calì, la velocista palermitana, già primatista italiana sulle distanze dei cento e duecento metri. La Calì fa parte di quella generazioni di atlete siciliane che nei primi anni del nuovo millennio ha portato lo sport isolano sui gradini più alti dei podi nazionali. Tanto che da allora si è cominciato a parlare di rinascita femminile dello sport in Sicilia. Era dagli anni sessanta, infatti, che atlete e sportive provenienti dalle provincie siciliane non salivano alla ribalta nelle competizioni nazionali ed internazionali.

La capostipite di questa dinastia fu la palermitana Irene Giusino, passata alla storia come la più grande lanciatrice del peso siciliana e prima donna della Sicilia a vestire la canotta azzurra della nazionale in una competizione atletica mondiale. La prima donna siciliana a conquistare un posto alle Olimpiadi fu però Margherita Gargano, mezzofondista originaria di Bagheria, che prese parte nel 1976 ai giochi olimpici organizzati in Canada, a Montréal, partecipando ai 1500, disciplina che le permise di trionfare e vincere, tre anni più tardi, la medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo di Tunisi.

Ma lo sport siciliano al femminile ricorda anche le imprese negli anni novanta e duemila della specialista del martello Maria Tranchina (già campionessa del mondo nel 2007) e soprattutto di Anna Rita Sidoti, la campionessa mondiale di marcia prematuramente scomparsa all’età di 44 anni. Una vita fatta di tanti sacrifici ma anche piena di successi quella vissuta dello “scricciolo d’oro” (così come venne soprannominata dallo storico direttore della Gazzetta dello Sport Candido Cannavò), successi culminati con la conquista della medaglia d’oro ai Mondiali di Atene nel 1997.

Queste sono state soltanto alcune delle protagoniste dell’universo sportivo femminile in Sicilia che con il loro esempio e i loro sacrificio hanno acceso i riflettori sulle condizioni delle rappresentanti del gentil sesso nel mondo dello sport, contribuendo a promuovere il messaggio della parità dei diritti e dei trattamenti anche in ambito agonistico e professionale. Donne che, spesso lontano dai microfoni e dalle telecamere, hanno operato per il cambiamento, convinte del fatto che una società può diventare migliore anche attraverso la promozione dei sani valori dello sport.

 


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redazione

Redazione TeleNicosia.it fondata nel luglio del 2013. La testata è iscritta al Tribunale di Nicosia al n° 2/2013.

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