“Due o tre settimane per un calo dei morti”

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SANITÀ





Covid Italia, Ciccozzi: Due o tre settimane per un calo dei morti


Dovremo aspettare ancora per veder calare davvero il numero dei decessi per Covid-19 in Italia, ancora oggi elevato. “Sono d’accordo con Andrea Crisanti: il numero dei morti che vediamo oggi è una funzione ritardata dei casi positivi”. Lo afferma all’Adnkronos Salute Massimo Ciccozzi responsabile dell’Unità di statistica medica ed epidemiologia molecolare dell’Università Campus BioMedico. “Insomma, ci raccontano l’intensità dei contagi delle scorse settimane. Se il valore di Rt è il primo indice a scendere, e ora vediamo una riduzione anche dei positivi e dei ricoveri, il dato dei decessi è l’ultimo a cambiare. Penso che dovremo aspettare 2-3 settimane per registrare un calo nei decessi”. “Inoltre è vero che i nuovi positivi sono in calo, ma – conclude Ciccozzi – per riprendere seriamente il tracciamento e tirare un sospiro di sollievo penso che dovremo arrivare a 5.000-10.000 nuovi casi al giorno”. “Se in tanti stanno prenotando il tampone rapido in vista del Natale – aggiunge -, magari per sentirsi più sicuri prima di vedere i genitori anziani ai quali non vogliono rinunciare, devo dire che questa è una scelta che lascia il tempo che trova“. “Questo soprattutto per una questione di tempi: quando fai questo tampone? Prima del 20 dicembre, immagino, perché dal 21 non ci si può più spostare. Ma il tampone antigenico rapido ci dice solo se abbiamo avuto un contatto con un positivo almeno 5 giorni prima. Dunque se il risultato è negativo è probabile che anche tu lo sia, ma la ‘fotografia’ risale a 5 giorni prima”. Tutti i contatti successivi sfuggono.”Ecco perché – continua l’epidemiologo – dico che fare il tampone rapido così, di propria sponte, lascia il tempo che trova. Piuttosto, in caso di dubbi è bene consultare il medico, che in base a quanto gli riferiamo potrà capire se abbiamo avuto davvero un contatto a rischio, e se dobbiamo fare un tampone, ma anche che tipo di test fare e quando”, aggiunge Ciccozzi. Indicazioni che il medico può dare “sulla base delle informazioni che gli forniamo. Posso capire che chi vuole andare dai genitori sia preoccupato, ma allora il test dovrebbe prenotarlo in modo di farlo all’arrivo. Inoltre dovrebbe fare quello molecolare e isolarsi fino al risultato. Dopodiché questo esame non esclude che, una volta usciti per fare la spesa al genitore, non entriamo in contatto con un positivo. Dunque mi sento di raccomandare, più che la corsa al tampone, di rispettare sempre le misure: indossare la mascherina, curare l’igiene delle mani e fare attenzione al distanziamento. Sono le uniche armi che abbiamo in attesa del vaccino, ma la buona notizia è che funzionano”.

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