È morto Nitto Santapaola, tristemente famoso. No, non ce la sentiamo di fargli il panegirico, desideriamo soltanto ricordare Giuseppe Fava, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Desideriamo ricordare che quest’uomo, insieme ai suoi complici e capi, ha insanguinato la Sicilia, ma se lui è stato il braccio armato di una Catania violenta, sarebbe da ipocriti, scaricare su di lui medesimo tutte le colpe di una Catania nella quale comandavano gli “intoccabili”, coloro i quali riciclavano il denaro proveniente dallo spaccio dell’eroina, principale provento di quei tempi bui, da lui e dai suoi accoliti, investito nella cementificazione di Catania come in quella di Palermo.
E bisogna ringraziare un altro martire, Pio La Torre con la sua legge di aggressione ai capitali illeciti della mafia, se successivamente i magistrati, quegli stessi magistrati che il Governo di destra, vuole delegittimare attraverso un referendum assolutamente politico, guidati da Caponetto, Falcone e Borsellino, sono giunti a cotanti risultati. Oggi Santapaola è soltanto carne secca, tutti prima o poi lo saremo. Era un uomo spietato, che uccideva soltanto perché qualche poveraccio che gli capitava davanti gli aveva intralciato il cammino. Era un Nerone dei nostri tempi. Spesso uccideva senza un perché. Oggi giace in una bara di legno e comunque chi è cristiano o si dice tale, ha il preciso dovere di perdonarlo e di rimettere il giudizio al Creatore. Oggi la mafia non è sconfitta, è sempre presente, nei colletti bianchi che giocano con l’alta finanza. No, non vale più la pena di ricordare Santapaola; oggi bisogna pensare a stanare i nuovi mafiosi, quelli che trafficano armi, quelli che riforniscono i pusher, quelli i cui nomi non verranno mai raggiunti. Eppure sarebbe molto facile… Basterebbe legittimare i magistrati anziché insultarli… basterebbe dare maggiore possibilità alla Guardia di Finanza di fare il proprio lavoro. È morto Santapaola , evviva Santapaola.
Mario Antonio Filippo Pio Pagaria
