Enna, arrestato dalla polizia di Stato un ricercato georgiano, espulso anche un suo connazionale

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Nel pomeriggio del 3 dicembre, gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Enna hanno il 36 enne georgiano Ivane Gvenetadze riconosciuto responsabile di guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti, fatti accaduti nel 2016 e per questo condannato alla pena di 10 mesi di reclusione e all’ammenda di 2000 euro, mentre, contestualmente, gli uomini dell’Ufficio Immigrazione della Questura hanno proceduto all’espulsione di un altro georgiano, di 22 anni, per essersi trattenuto nel territorio dello Stato in violazione della normativa in materia di immigrazione.

In particolare, lo Gvenetadze e il connazionale, si aggiravano a piedi, con fare sospetto, nei pressi del parcheggio di un noto supermercato di Enna Bassa.

Così, i poliziotti della Squadra Mobile, Sezione contro la Criminalità diffusa, in servizio di pattugliamento, si avvicinavano ai due uomini per identificarli. Il primo esibiva subito un passaporto mentre l’altro risultava sprovvisto di qualsiasi documento identificativo.

Ulteriormente insospettiti, i poliziotti procedevano ad una rapida perquisizione sul posto nei loro confronti e subito venivano colpiti dalla presenza, addosso a uno dei due, di uno strano arnese da lavoro, anche noto come “chiave a bussola”.

Alla domanda degli investigatori sulle ragioni per cui i due uomini si trovassero in quel parcheggio del supermercato, questi rispondevano «per raccogliere le olive», sostenendo di svolgere tale attività nelle campagne circostanti.

A quel punto i due georgiani venivano accompagnati in Questura, al fine di verificare l’identità dell’uomo sprovvisto di documenti tramite i rilievi dattiloscopici che, per scrupolo, venivano effettuati su entrambi.

Mentre veniva accertata l’identità del più giovane, e riscontrata la sua irregolarità rispetto alle leggi riguardanti l’immigrazione, circa il georgiano più anziano, lo Gvenetadze, i poliziotti della Squadra Mobile, con la collaborazione della Polizia Scientifica si ritrovavano davanti a una serie di risultanze diverse, in quante le sue impronte digitali risultavano riconducibili a più individui con nomi diversi ma con date di nascita simili, nonostante l’esibizione di un passaporto apparentemente regolare.

Solo così i poliziotti si rendevano conto che sull’uomo, avente diversi precedenti di polizia, pendeva un ordine di esecuzione, per pena definitiva, emesso dal Tribunale di Milano nell’ottobre di questo anno, e pertanto procedevano all’immediato arresto.

Così, ultimati gli adempimenti di rito, i poliziotti lo accompagnavano presso la casa circondariale di Enna per la pena definitiva di 10 mesi di reclusione. Invece, il connazionale veniva espulso con provvedimento del prefetto di Enna.

 


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