Enna, arrestato un uomo per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione della convivente – VIDEO

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Il 4 luglio, gli uomini della Squadra mobile di Enna hanno arrestato il 39enne ennese Davide Spitaleri per i reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. L’uomo avrebbe favorito e sfruttato il meretricio esercitato dalla sua convivente, in particolare collaborando la donna nell’organizzare ogni aspetto dell’attività di prostituzione, proteggendola durante gli incontri con gli avventori, ed avvantaggiandosene economicamente.

I poliziotti della Squadra Mobile, 2^ Sezione, reati contro la persona, in danno di minori e reati sessuali, a partire dallo scorso mese di marzo, avendo appreso che Davide Spitaleri aveva avviato la propria fidanzata-convivente all’attività di prostituzione in Enna, sfruttandone gli introiti economici, dava inizio ad una indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Enna.

La protagonista del meretricio risultava una giovane donna, molto avvenente, già proveniente da precedenti esperienze nel settore, la quale, innamoratasi dello Spitaleri, dopo essersi trasferita a Enna, finanziava la loro convivenza con i proventi del meretricio. Spitaleri, oltre ad aver agevolato la professione della compagna, facendola “battere” ad Enna, dove la concorrenza è minore, dopo averla “portata” da Catania, ne beneficiava nella misura in cui poteva godere di una bella donna al suo fianco e, nel contempo, avvantaggiarsene economicamente. La giovane donna risultava inserita ad un livello più apprezzato, dedicato ad un ceto economico sicuramente più elevato, impersonificando, di fatto, la cosiddetta “escort”, disposta talvolta anche ad assecondare interessi erotici “alternativi”, oppure ad “abbellire” feste rivolte a gruppi di uomini.

Dai primi accertamenti sul web si notava che erano stati pubblicati diversi annunci reclamizzanti incontri sessuali a pagamento, correlati a delle foto, in cui veniva ritratta una donna somigliante alla convivente dello Spitaleri. Esperite le conseguenti attività di indagine, anche con l’ausilio di video riprese ed intercettazioni, si appurava che la donna riceveva numerosi e selezionati uomini presso un’abitazione ove dimorava in affitto, mentre l’arrestato la collaborava e, nel caso di clienti più delicati, si poneva “a protezione” della stessa, permanendo nella medesima abitazione dove si consumavano i rapporti sessuali.

Il meretricio subiva sempre una forte scrematura della clientela, attivata in primo luogo dalla medesima donna, ma spesso anche dallo Spitaleri. Quest’ultimo, poi, partecipava attivamente, curando il momento di valutazione economica dell’esercizio della prostituzione da parte della sua donna, simulando telefonate di interesse verso altre prostitute allo scopo di acquisire informazioni circa i prezzi praticati per le diverse tipologie di prestazioni sessuali e di orientare, così, “l’offerta sessuale” della compagna.  La donna, inoltre, inviava allo Spitaleri i nominativi e le foto dei futuri clienti al fine di farle valutare da quest’ultimo, garantendosi una sicura protezione anche in anticipo. Lo Spitaleri sollecitava la sua compagna ad offrire i suoi “servigi” ai clienti al fine “di fare cassa”, posto che spesso lui sosteneva di non aver guadagnato nulla.

La donna, inoltre, dimostrava di sentirsi più tranquilla e serena sapendo il suo compagno immediatamente reperibile per qualsiasi evenienza negativa. Attraverso il servizio di videosorveglianza installato presso il luogo in cui la donna ha esercitato l’attività di prostituzione, si riusciva a cogliere la presenza in quell’immobile dell’indagato, quale ulteriore dimostrazione del fatto che questi garantiva continuamente “protezione” alla compagna, mentre questa vendeva prestazioni sessuali.

Dalle conversazioni intercettate, Spitaleri si distingue ed è conosciuto come protettore e sfruttatore di prostitute; l’uomo, infatti, dimostrava di essere anche in grado di procacciare altre prostitute (e non solo la sua convivente) in favore di un amico, che gliene aveva fatto richiesta, durante una conversazione telefonica.

L’attività di indagine evidenziava la condizione di sottomissione della donna nei confronti del suo uomo, lesiva della stessa dignità, che sembrava dovergli rendicontare l’attività svolta di giorno in giorno.

Raccolto l’esito delle attività investigative esperite dai poliziotti, che riuscivano ad enucleare una serie di elementi di prova a carico dello Spitaleri per i reati di favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione della convivente, il sostituto procuratore Stefania Leonte, avanzava, nei confronti dell’indagato, richiesta di misura cautelare al Gip del Tribunale di Enna, che emetteva la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti dell’indagato.

 


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