Enna, debutta il 25 settembre lo spettacolo PerSéFone

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ARTICOLO PUBBLICATO IL 25 Settembre 2021

Sotto la Rocca di Cerere della città di Enna, antica culla del culto dedicato a Demetra, nel piazzale antistante il Museo multimediale del Mito, debutta questa sera, alle ore 21.00, la nuova produzione della Compagnia dell’Arpa, PerSéFone.

Sulla scena, Elisa Di Dio, un’interprete forte che farà rivivere il mito della fanciulla sottratta con la forza alla madre da Ade, signore degli inferi.

Il testo è di Ghiannis Ritsos, autore greco contemporaneo che riscrive il mito in una forma densissima e potente. Poesia e introspezione rivivono nell’affabulazione della scrittura contemporanea dell’autore greco. Altri testi, Ovidio, Goethe, Omero, il premio Nobel Louise Glück, Battiato e Sgalambro, compongono l’architettura verbale dello spettacolo.

Cristina Di Mattia interpreta i mille sdoppiamenti della protagonista con la voce e il corpo, intrappolato in un vorace, abnorme abitofiore creato dal costumista Luca Manuli.

A coordinare l’impianto registico è stata Filippa Ilardo, il disegno luci è affidato a Claudio Castagna.

Lo spettacolo è prodotto dalla Compagnia dell’Arpa, guidata da Angelo Di Dio, in collaborazione con la Rete Latitudini – che sostiene le compagnie di teatro contemporaneo in Sicilia – e con Garage Art Platform che ha aperto il proprio spazio per il lungo periodo di prove, ospitando in residenza la Compagnia. Un atteso ritorno, quello della Compagnia dell’Arpa, che, negli ultimi anni, ha fatto conoscere il proprio linguaggio teatrale fuori dai confini dell’isola, ma che ad Enna radica la propria vocazione al teatro con una presenza continua.

L’evento chiude tre settimane all’insegna dell’apertura di siti e luoghi d’arte e cultura: ciò è stato reso possibile grazie all’inserimento della città nel circuito de Le vie dei Tesori, ad Enna diretto da Antonio Messina. Il Comune di Enna, l’Assessore Rosalinda Campanile, l’Ufficio Eventi guidato da Sergio Maffeo promuovono e sostengono l’evento.

Sinossi

PerSéFone è una donna di età indefinita, rimasta fanciulla solo nella memoria. È una creatura che ha attraversato la soglia dell’indicibile e una serie infinita di metamorfosi e ridefinizioni di sé: Il mondo dei morti, l’infanzia, il distacco dalla madre, la trasformazione del suo corpo, il desiderio e la violenza.

PerSéFone è una creatura che ha un ricordo esangue del suo essere stata dea diurna e solare, e che, contrariamente a quanto narra il mito, è attratta dall’ombra e dal desiderio maschile. Vive i primi turbamenti, il rapimento, la passione.

A incarnare gli stadi di questa progressiva rivelazione sono i personaggi evocati dal suo racconto, lo zio, un simulacro d’atleta, il servo che la rapisce e forse la violenta, o forse no, portandola a vivere in un luogo lontano dalle campagne della sua infanzia.

PerSéFone racconta a una se stessa sdoppiata e moltiplicata in mille forme diverse, i suoi turbamenti. È una riflessione la sua, sulla consapevolezza progressiva della complessità delle azioni e dei pensieri umani, di quanto sfumati siano i concetti di bene e male, un elogio inaspettato delle seduzioni della notte o forse della morte, come ricongiungimento all’indistinto primordiale.

PerSéFone odia la luce, ama l’ombra, il via vai di corpi che giunge nella sua casa. È ambigua, sfuggente, divina, profondamente umana nelle scelte e nella passione.

 


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redazione

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