Enna e Camilleri

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Il documentario “La Sicilia di Camilleri”, che ripercorre le tracce della sicilianità del commediografo e famoso scrittore empodoclino è stato, come si sa, ambientato e girato qualche tempo fa nella nostra città per volere dello stesso Camilleri il quale ha inteso così rendere omaggio ad Enna, a lui cara sin dagli anni giovanili. Il motivo? Presto detto. Per Andrea Camilleri Enna è stato amore a prima vista. Chi si è trovato a conversare con lui ha notato che al ricordo di quegli anni giovanili trascorsi nella nostra città i suoi occhi diventavano lucidi, con un velo di nostalgia. E dire che soltanto per tre anni soggiornò nel capoluogo degli Erei. Aveva 21 anni quando con la famiglia venne ad Enna a seguito del trasferimento del padre, direttore dell’Istituto Nazionale Trasporti (I.N.T.).  Sono trascorsi oltre 70 anni, era il 1946. Abitò al civico 4 di via Giuseppe Marchese, in uno degli appartamenti del palazzo di proprietà della nota famiglia ennese il cui esponente di spicco fu l’avvocato Giulio Marchese. L’edificio venne demolito negli anni sessanta, insieme ad altri caseggiati, per far posto al palazzo Upim, un grosso condominio tra la via Roma e la via Donna Nuova.

Turiddu Pasqua, (che faceva parte della “comitiva” nella quale Andrea Camilleri fu accolto quando, spaesato, vagava per la via Roma), ci ha raccontato che, “oltre alle serate trascorse al cinema S. Marco e al Circolo Universitario ‘dà sciata é scarpara’, erano assidui frequentatori dell’unica casa di tolleranza ad Enna (sita in Vicolo Bastiglia) e dei veglioni di carnevale al Teatro Garibaldi, attesi come la manna dal cielo perché solo lì si potevano avere…ravvicinati incontri con le ragazze”. Non trascuravano però di recarsi anche presso la biblioteca comunale che, ha confessato Camilleri, “è stata fonte di arricchimento del sapere e sprone alla mia vocazione letteraria”. In quelle severe sale, facenti parte del Palazzo Chiaramonte, “la comitiva” trovava tepore d’inverno (unico locale pubblico riscaldato in quegli anni di austerità del dopoguerra) e frescura d’estate. Il cavaliere avvocato Fontanazza, bibliotecario e uomo di cultura, fonte d’esperienze di vita, li intratteneva in lunghe e dotte conversazioni, intercalate da coloriti ritratti di noti personaggi ennesi di quel tempo. Nel 1949 l’inventore del commissario Montalbano partì da Enna alla volta di Roma, dove frequentò l’Accademia d’Arte Drammatica, iniziando così, nella città eterna, il percorso artistico e letterario che gli ha regalato notorietà in tutto il mondo. Gli altri amici ennesi di Andrea Camilleri sono stati Franco Cannarozzo, divenuto scrittore di romanzi gialli con lo pseudonimo di Franco Enna, Arnoldo Farina che ricoprì la carica di presidente internazionale dell’UNICEF, Umberto Domina, scrittore umoristico e autore di testi per il teatro e la televisione, Paolo Lo Giudice, primario ortopedico, Attilio Di Stefano e Angioletta Giuffrè, già docente ed oggi affermata giornalista, unica ragazza della comitiva. Il nostro interlocutore, il compianto Turiddu Pasqua soleva dire: “Non manco mai – quando càpito a Roma – di andare a trovare il caro vecchio amico per la cosiddetta rimpatriata”.

 Salvatore Presti

 


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