Enna, presentato il calendario 2022 dell’Arma dei Carabinieri

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Presentato presso il Comando provinciale dei Carabinieri di Enna il calendario storico e l’agenda dell’Arma 2022.

Ad illustrare le tavole del calendario e il suo contenuto è stato il comandante provinciale, colonnello Angelo Franchi, il quale nel ripercorrere i dodici mesi ha evidenziato come l’istituzione abbia avuto il suo primo regolamento generale già nel 1822. Due secoli in cui sono state aggiornate le disposizioni, le procedure, la forma, ma non è cambiata la sostanza dell’essere carabiniere, al servizio degli Italiani.

I carabinieri hanno infatti accompagnato la storia della nazione e la quotidianità dei cittadini, sempre ispirati ai migliori valori dell’Italia: solidarietà, laboriosità e impegno, valori che connotano l’identità nazionale.

Innumerevoli sono state le pagine di storia in cui l’Arma è stata protagonista proprio alla luce e secondo quelli che sono i principi fondamentali contenuti in quella prima edizione.

Da lì l’idea di associare ad ogni mese uno di quei precetti tradotti in importanti episodi di cronaca: dalle scorte d’onore che nel 1848 videro  i carabinieri salvare il Re sul campo di battaglia rimandano direttamente al quotidiano impegno dei corazzieri preposti alla tutela del nostro Presidente, all’uso dell’abito civile per condurre «una operazione secreta» richiama alla mente gli “invisibili” del ROS, che catturano i latitanti agli antipodi sul pianeta o riescono a pedinare per settimane, senza farsi scoprire, un sospetto terrorista.

A creare l’opera hanno contribuito due importantissimi artisti. Da un lato Carlo Lucarelli che con la sua capacità d’invenzione ha composto racconti suggestivi e densi di significato, spaziando dall’Eritrea di fine Ottocento al Ventennio, fino ai giorni nostri, tratteggiando figure della Benemerita come il capitano Colaprico di alcuni bei romanzi, sempre affiancato dal buluk-bashi Ogbà. Dall’altro il grande Maestro della pittura contemporanea, Sandro Chia, con i suoi disegni, volti e colori.

Si tratta dunque – ha precisato il colonnello Franchi – di una vera e propria opera d’arte che documenta dal punto di vista pittorico e letterario un Paese che è un museo a cielo aperto, con un unico patrimonio culturale e vanta il numero più elevato di siti tutelati dall’UNESCO. Una creatività che è insita nel DNA degli italiani e dell’Arma dei Carabinieri, che fin dal 1822 ha adottato precise regole per servire i cittadini, affermandosi nei secoli quale parte integrante dell’italianità”.

 

 


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