Femminicidio a Milano: la morte di Pamela Genini e il dovere di chi sa

chi sa parli
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Il 14 ottobre 2025, Pamela Genini è stata uccisa brutalmente dal suo ex compagno Gianluca Soncin, sotto gli occhi dei vicini, nel quartiere Gorla di Milano. Ventinove anni, imprenditrice, aveva deciso di interrompere una relazione segnata da minacce e condotte persecutorie. Lui non ha accettato. L’ha colpita con 24 coltellate.

Pamela aveva chiesto aiuto. Aveva confidato a un ex, aveva parlato con i vicini. Ma non è bastato. E non è un caso isolato: nel 2025, quasi 70 donne sono state uccise in Italia, perlopiù da partner o ex.

Come criminologa, mi sento chiamata a parlare non solo del profilo dell’aggressore, ma della rete che può salvare una vita. Perché le vittime non sempre ce la fanno da sole. E chi sa, chi vede, chi sospetta—ha il dovere morale e civile di agire.

Segnali da non ignorare

Ecco i comportamenti da attenzionare, soprattutto se ripetuti o in escalation:

* Controllo ossessivo: chiama continuamente, controlla il telefono, limita le uscite.

* Isolamento: scoraggia i rapporti con amici, famiglia, colleghi.

* Svalutazione e umiliazione: insulti, sarcasmo, critiche costanti, anche in pubblico.

* Minacce esplicite o velate: “Se mi lasci, ti rovino”, “Non puoi vivere senza di me”.

* Violenza fisica o sessuale: anche un singolo episodio è un campanello d’allarme.

* Stalking: si presenta sotto casa, segue la vittima, la contatta in modo ossessivo.

* Cambiamenti emotivi della vittima: ansia, paura, ritiro sociale, giustificazioni continue.

Il ruolo degli amici: quando sapere è responsabilità

Spesso le vittime confidano qualcosa. A volte poco, a volte tutto. Ma non sempre riescono a denunciare. Per paura, per vergogna, per dipendenza emotiva o economica.

Chi ascolta ha un compito cruciale:

* Non minimizzare: frasi come “magari è stressato” o “è geloso perché ti ama” sono pericolose.

* Offrire ascolto attivo: senza giudicare, ma con fermezza.

* Incoraggiare la denuncia: accompagnare, offrire supporto, aiutare a contattare centri antiviolenza.

* Segnalare anche da terzi: in Italia è possibile fare una segnalazione anonima o chiedere un intervento dei servizi sociali.

* Non aspettare il “peggio”: ogni segnale è già troppo.

Un appello alle istituzioni

I dati parlano chiaro. Gli ammonimenti del questore sono aumentati del 70% rispetto al 2024

Pamela Genini non è solo una vittima. È un nome, una storia, una vita spezzata. E ogni vita spezzata è una sconfitta collettiva. Ma ogni vita salvata è una vittoria condivisa.

Chi sa, parli. Chi vede, agisca. Chi ama, protegga.

Dott.ssa Samanta Signore

Avvocato e Criminologa

 


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