Fine mercato tutelato luce e gas: cosa succederà ?

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Fine del mercato tutelato dell’energia, cosa succederà ai clienti luce e gas? Ecco cosa attenderà chi non effettua il passaggio al mercato libero.

Qualora non ci fossero ulteriori proroghe, il mercato tutelato dell’energia terminerà tra meno di un anno: a luglio 2020. Ciò significa che quel 46% di famiglie che si trovano ancora servite dai servizi di maggior tutela dovranno scegliere, entro quella data, un nuovo fornitore operante sul mercato libero. Effettuare tale scelta non è difficile, anche grazie agli strumenti offerti dai siti di confronto delle tariffe, come ilPortaleOfferte.it di ARERA o il portale indipendente ComparaSemplice.it.

Cosa succede, invece, se un consumatore dovesse omettere tale scelta? Molte delle truffe sui contratti luce e gas che si stanno moltiplicando in questi giorni riguardano proprio la mancanza d’informazioni a questo riguardo. Facendo leva sullo spauracchio di multe o bollette più salate, i malintenzionati estorcono la firma dei consumatori meno preparati sull’argomento. Facciamo, dunque, chiarezza.

Fine del mercato tutelato: cosa succede a luglio 2020

L’iter che ci porta all’appuntamento del 2020 è lungo vent’anni, da quel decreto Bersani n. 79 del 1999 che apriva il mercato monopolistico dell’energia al libero mercato, introducendo il doppio regime parallelo: mercato tutelato, mercato libero. Un processo che ancora non si è concluso e che il legislatore e l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) stanno rinviando. L’ultima data fissata per la fine del doppio regime è, appunto, luglio 2020. In quella data ci si dovrebbe ritrovare senza alcuna autorità posta alla definizione dei prezzi di riferimento: il costo per la materia prima verrebbe definito pienamente secondo logiche di libera concorrenza. Come si è detto, salvo ulteriori proroghe.

Cosa ne sarà dei consumatori del mercato tutelato?

Su questo tema c’è subito da chiarire una cosa: non sono previste e non si prevedranno sanzioni, né altro tipo di penalizzazioni, per quei consumatori che, a luglio 2020, non avranno effettuato il passaggio al mercato libero. Tuttavia, le modalità di gestione di tali consumatori è ancora oggetto di dibattito. Una lacuna regolatoria che ha contribuito alla proroga di un anno per la chiusura del servizio di maggior tutela.

C’è chi ha ipotizzato l’assegnazione d’ufficio a un fornitore del mercato libero. Tuttavia non si tratterebbe di un vincolo particolarmente stringente per il consumatore: si può cambiare fornitore luce e gas in ogni momento del contratto e senza il pagamento di penali.

Sono cliente del mercato tutelato o del mercato libero? Come lo scopro?

A chi si approccia per la prima volta a questo tema, sorgerà un dubbio: “Da quale regime sono servito? Libero o tutelato?” La risposta è facilmente reperibile in bolletta. Tra le tante informazioni fondamentali per ogni consumatore, le fatture di luce e gas contengono anche le indicazioni sul tipo di mercato in cui ci si trova. Qualora non si riuscisse a trovare un’informazione inequivocabile, si può sempre effettuare una ricerca online del fornitore: nella sua pagina web sarà chiaramente indicato se si tratta di un fornitore del mercato tutelato.

Cosa comporta passare al mercato libero?

Il mercato libero si caratterizza per la definizione delle tariffe per la materia prima (luce elettrica o gas metano) in regime di libera concorrenza da parte di ciascun venditore. In regime di tutela, al contrario, tale tariffa è definita dall’Arera su base trimestrale e vale per tutti i fornitori di questo mercato.

Per il passaggio al libero mercato, basterà sottoscrivere una delle tante offerte presenti sul mercato, confrontabili grazie ai comparatori online. Il nuovo contratto non comporterà interruzioni di servizio, né necessità di lavori per il cambio di contatore o altro tipo d’interventi sull’impianto. Ci si accorgerà del cambiamento solo all’arrivo della bolletta con la nuova intestazione.

 


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