Ogni giorno affidiamo alle password una quantità enorme di informazioni: e-mail, conti bancari, profili social, archivi di lavoro e non solo.
Secondo l’Osservatorio Cyber soltanto nel 2024 l’Italia si è classificata al quinto posto a livello globale per indirizzi e-mail compromessi sul dark web. Inoltre, occupa il 18° posto nel mondo per dati di carte di credito esposti e il 12° nell’Unione Europea per il rilevamento di numeri telefonici. Password ed e-mail sono i dati più vulnerabili, insieme al username, seguiti dal numero di telefono e dal nome e cognome. Nel 2025 inoltre il cybercrime ha subito un aumento secondo il Rapporto Clusit 2025.
Eppure, nonostante la loro importanza, molti utenti continuano a usare ad esempio combinazioni di password prevedibili come date di nascita, nomi propri o sequenze troppo semplici. Gli esperti di cybersecurity sono concordi su un punto: sapere come creare una password sicura è essenziale al giorno d’oggi. Andiamo a vedere come fare.
Complessità è la parola d’ordine
Una buona password non dev’essere facile da ricordare per l’utente: piuttosto dev’essere difficile da indovinare per chi tenta di violarla. In questo senso, la lunghezza conta più di qualsiasi altra caratteristica. Frasi lunghe, composte da parole apparentemente scollegate, risultano molto più resistenti agli attacchi automatici rispetto a stringhe brevi e “furbe”. Gli hacker, infatti, non cercano di indovinare una password come farebbe una persona, ma utilizzano software in grado di provare milioni di combinazioni al secondo. Per creare una password sicura, anche noi possiamo farci aiutare dalla tecnologia: possiamo usare un programma apposito di gestione password efficace. Un generatore online, come quello messo a disposizione da Proton, propone combinazioni praticamente impossibili da decifrare.
La sicurezza digitale come un’abitudine quotidiana
È opportuno ricordare che creare una password forte non basta se poi viene riutilizzata ovunque. Non a caso, uno degli errori più comuni è quello di usare le stesse credenziali per e-mail, social network e piattaforme di shopping online. In questo caso, basta che un solo servizio subisca una violazione per compromettere più di un account creato sul web. In questo senso, gli esperti suggeriscono di considerare ogni account come una stanza diversa: ciascuna dovrebbe avere la propria chiave.
Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda il tempo. Anche la password migliore, se usata per anni, diventa progressivamente più vulnerabile. Questo perché le tecniche di attacco si evolvono continuamente, così come la potenza dei software che vengono usati per decifrare le password. Per questo, è consigliabile cambiare periodicamente le credenziali.
Creare una password sicura da abbinare a una protezione aggiuntiva
Oltre a creare una password sicura e a modificarla periodicamente, si possono usare anche strumenti di protezione aggiuntivi come l’autenticazione a due fattori o la biometria. Queste sono soluzioni utili e destinate a migliorare nel tempo, ma ovviamente non eliminano il ruolo centrale della password. Lo rafforzano solamente, pertanto è essenziale ricordare che la password resta sempre il tassello principale anche in un sistema di difesa più ampio.
Il suggerimento finale è dunque quello di ricordare che la protezione dei nostri dati non è solo una questione tecnica, ma anche culturale. È essenziale abituarsi a gestire le password in modo più rigoroso, sviluppando una nuova consapevolezza digitale. Proprio come nessuno lascerebbe incustoditi documenti importanti su una panchina, allo stesso modo non si dovrebbero trattare le chiavi di accesso digitale con superficialità. Ogni account racconta qualcosa di noi – le nostre abitudini, le nostre relazioni e perfino le nostre fragilità – e proteggerlo con attenzione, cominciando da una password sicura, è di certo una nostra responsabilità.
