Gagliano Castelferrato, il 26 agosto verrà proiettato il film documentario “Hedia quella sporca faccenda”

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Verrà proiettato lunedì 25 agosto alle 20, presso l’aula consiliare del Comune di Gagliano Castelferrato, il film documentario dal titolo “Hedia quella sporca faccenda”, realizzato dal regista Maurizio Costa e tratto dalle ricerche di Accursio Graffeo.

La nave Hedia, chiamata dapprima Milly e successivamente Generous fino al 1961, 4.300 tonnellate di stazza, batteva bandiera liberiana; era un’imbarcazione robusta di fabbricazione svedese, ufficialmente della società armatrice, la Compagnia Naviera General S.A. di Panama.

La mattina del 16 febbraio 62, sotto il cielo grigio della costa romagnola, la nave Hedia prese il largo con a bordo venti persone: un gallese e diciannove italiani, tra cui il saccense Filippo Graffeo di soli 19 anni. Doveva essere l’ultimo viaggio, da Ravenna fino in Spagna e ritorno, con uno scalo intermedio a Casablanca un porto del Marocco, un viaggio sereno prima della demolizione. Tutto fece pensare ad un viaggio tranquillo, senza problemi, almeno fino al 5 marzo del 1962, quando la nave scaricò, come da programma, alcune tonnellate di concimi chimici a Burriana in Spagna, ripartendo successivamente vuota verso il Marocco. Il 10 marzo nel porto di Casablanca, i marinai italiani caricarono quattromila tonnellate di fosfati attesi a Venezia, precisamente a Porto Marghera e ripartirono per l’ultima volta, incuranti della burrasca che infuriava in quelle ore nel Canale di Sicilia. Il 14 marzo 1962 il piroscafo Hedia battente bandiera Liberiana sparì nel nulla, definitivamente al largo delle coste del Nord Africa con a bordo venti persone di equipaggio.

Ufficialmente scomparve durante una burrasca con mare forza otto, nei pressi dell’arcipelago tunisino di La Galitè con 20 persone di equipaggio tra cui un minorenne Giuseppe Uva di Molfetta di soli 16 anni. Non furono trovati né la nave, né i corpi, né salvagenti, né oggetti vari. Niente di niente ! Dopo qualche giorno iniziarono le ricerche in tutte le direzioni, anche ad opera dei familiari, ma senza successo.

Accursio Graffeo, il nipote del saccense scomparso, infaticabile promotore delle ricerche, ha da anni continuato la missione ereditata prima dalla nonna Rosa Guirreri classe 1916 e poi dal padre Luigi, cercando di coinvolgere tutti: la stampa, le associazioni, i registi, i giornalisti, la politica, tutti.

Il risultato delle numerose ricerche di Accursio portarono ad escludere il naufragio, ma ad un sequestro finito nei peggiori dei modi, dettato da forti interessi economici, diciannove marinai italiani sacrificati sull’altare della lotta tra gli interessi delle multinazionali del petrolio insieme ad  Enrico Mattei presidente dell’E.N.I. autore del miracolo economico degli anni sessanta che aveva come obiettivo di rendere l’Italia autonoma dal punto di vista energetico.

L’invito lanciato da Accursio Graffeo fu raccolto da diverse persone tra cui Gianni Lannes, un ex giornalista investigativo italo-francese che brillantemente ha risolto il mistero con un’inchiesta sul campo durata due anni, scrivendo un libro: “Ne’ vivi né morti. L’odissea della nave Hedia e l’assassinio di Enrico Mattei”.

La sparizione della nave da carico Hedia quindi si intreccia indissolubilmente con l’attentato di Enrico Mattei, presidente dell’ENI.

Il 27 ottobre 1962 Enrico Mattei, dopo un discorso tenuto alla cittadinanza di Gagliano Castelferrato, salì a bordo di un piccolo aereo da turismo diretto a Milano, il presidente dell’ENI era accompagnato da un giornalista, l’aereo precipitò per un’esplosione nelle campagne della provincia di Pavia, mentre era in avvicinamento all’aeroporto di Milano – Linate.

Il libro di Gianni Lannes, che tratta del più incredibile giallo della marina del XX secolo è stato presentato il 29 agosto del 2016 nell’atrio superiore del Municipio di Sciacca.

 

 


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