GD Leonforte: “Dissesto finanziario, simbolo di una classe dirigente locale che ha fallito”

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Chi segue la nostra attività politica, sa bene che essa non è e non sarà mai improntata alla contestazione superficiale e aprioristica dell’avversario. – affermano in un comunicato i Giovani Democratici di Leonforte –

Anche noi avremmo potuto gettare benzina sul fuoco incrociato che in questi giorni vede amministratori presenti e passati ballare il valzer dello scaricabarile. Ma non lo abbiamo fatto, perchè non ci è sembrato giovevole e opportuno per la città e per il momento difficile che Leonforte si appresta ad affrontare.

Piuttosto, in attesa che il sindaco tenesse la sua conferenza stampa, abbiamo preferito studiare le carte, come si suole dire in questi casi.

Facciamo dunque chiarezza guardando ai fatti.

E’ notorio che il Comune di Leonforte ha disposto il ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale ai sensi dell’art. 243 bis del TUEL con deliberazione del Consiglio comunale n. 185 del 3 dicembre 2014. Uno strumento, introdotto normativamente nel 2012, utile a risanare le casse dei Comuni come Leonforte nei quali sussistano squilibri strutturali del bilancio in grado di provocare il dissesto finanziario.

Approvata tale procedura di risanamento, per legge la sezione regionale della Corte dei conti ha il compito di vigilare sullo stato di attuazione del piano e sul raggiungimento degli obiettivi intermedi. Per consentire ciò alla Corte, l’organo di revisione dell’ente deve trasmettere ogni sei mesi una relazione attendibile sull’evoluzione della situazione debitoria.

Fin qui tutto chiaro. Cos’è successo quindi a Leonforte?

E’ tutto scritto nella Deliberazione n. 45/2020 della Sezione di controllo regionale della Corte dei Conti.

Le relazioni al 31 dicembre 2017 e al 30 giugno 2018 trasmesse alla Corte, sono state ritenute da quest’ultima lacunose e incapaci di determinare l’effettiva consistenza della situazione debitoria complessiva del Comune di Leonforte. Per questo motivo la Corte, con nota istruttoria del 23 aprile 2019, prot. n. 4328, ha richiesto ulteriori chiarimenti.

Chiarimenti che non sono mai arrivati per l’impossibilità dell’Organo di revisione e dell’Amministrazione di fornire le informazioni richieste.

Sempre nel mese di maggio dello scorso anno il sindaco Barbera viene ascoltato dalla suddetta sezione della Corte dei Conti. In quella sede evidenzia ulteriori posizioni debitorie (quali? quante?) e sottolinea “la difficoltà di realizzare le misure previste dal piano di riequilibrio”, non facendo mistero “di avere in corso di valutazione l’ipotesi di dissesto finanziario”.

Nel corso dell’adunanza della Corte dei Conti del 24 ottobre 2019 il magistrato relatore contesta l’attendibilità del risultato di amministrazione dell’ente, la non chiara situazione debitoria pre e post piano, nonché l’attuazione stessa delle misure.

L’amministrazione Barbera sostiene di aver provato a salvare il salvabile cercando di rettificare lo schema di rendiconto 2018 con un emendamento. Ma come mai – ci chiediamo noi – i consiglieri di maggioranza (schiacciante) erano assenti durante il voto ed hanno consentito che quell’emendamento venisse bocciato?

Come mai “l’amministrazione ha preferito un emendamento al rendiconto, piuttosto che ritirare lo schema e predisporne uno nuovo”? A chiederlo è il magistrato contabile ma, come riportato nella Relazione della Corte dei Conti, il quesito “rimane senza risposta”.

L’amministrazione Barbera sostiene di aver fatto, provato a fare, detto e scritto. Ma la verità – nero su bianco – si trova ancora una volta nella deliberazione 45/2020, e segnatamente nel passaggio in cui il magistrato sottolinea che “l’amministrazione non ha colto il senso del deferimento, in quanto non ha dato riscontro ad una nota istruttoria in cui si chiedevano chiarimenti su una serie di punti”.

In sintesi: in base a quanto riferito dall’attuale amministrazione e preso atto dell’inadeguatezza e vacuità delle risposte fornite dall’organo di revisione, la Corte sostiene che – a occhio – la città di Leonforte si sia ulteriormente indebitata disattendendo così gli obiettivi intermedi previsti dal piano di riequilibrio.

Siamo al 17 agosto 2020, quando l’assessorato regionale delle autonomie locali – in esecuzione della delibera della Corte dei Conti – trasmette formale diffida al Comune di Leonforte, affinchè il consiglio comunale approvi entro i primi giorni di settembre la dichiarazione dello stato di dissesto economico-finanziario.

Leonforte è in default.

Questi sono i fatti, tristi e oggettivi. E accompagnati dalle indagini condotte dalla Procura di Enna, chiamata ad accertare se c’è stata la “pretermissione di rilevanti passività”, ovvero se è stato occultato ulteriore deficit nel piano di riequilibrio e nelle successive risultanze contabili. Cosa sarà di Leonforte dopo la dichiarazione di dissesto? Ci dilungheremmo troppo con le ipotesi. Le aliquote dei tributi locali sono già al massimo, ma ad essere sotto attacco saranno anzitutto i servizi e le vittime del precariato.

Intanto la città sarà di fatto commissariata e – benchè rimangano in carica la Giunta e il Consiglio – questo certifica l’incapacità di un’intera classe dirigente locale di fare da sé, amministrando e governando la città con diligenza e buon senso. Questo ci dà l’ulteriore conferma della necessità di costruire una proposta politica e amministrativa nuova e alternativa per il futuro di Leonforte. – concludono i GD leonfortesi –

Con la presente speriamo di avere chiarito ai cittadini leonfortesi come sono andati i fatti. A partire da essi ciascuno potrà trarre le proprie autonome conclusioni.

Oggi noi non muoveremo accuse, perché in ballo c’è l’immagine e il destino della città nella sua interezza. Saranno il tempo e le autorità preposte ad accertare tutte le responsabilità, siano esse di natura contabile, penale, politica e finanche morale”.

 


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redazione

Redazione TeleNicosia.it fondata nel luglio del 2013. La testata è iscritta al Tribunale di Nicosia al n° 2/2013.

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