Governo, veti caduti e Italia Viva 'rientra': "Conte? Vediamo"  

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Renziani: “Maggioranza ora ricostituita, sul tavolo temi e metodo”

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(Fotogramma)
(Adnkronos)

La prima delle richieste avanzate ieri da Matteo Renzi è stata soddisfatta. “La coalizione si è ricostituita”. Non ci sono più veti al possibile ritorno in maggioranza di Iv. Quello del Pd era già venuto meno nei giorni scorsi, oggi all’uscita dalle consultazioni con il presidente Sergio Mattarella anche i 5 Stelle sono tornati indietro rispetto al ‘mai più con Renzi’. Il primo punto si è sbloccato. Ettore Rosato va a caldo davanti alle telecamere: “Le cose dette da Crimi vanno nella direzione che abbiamo chiesto”.


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Ed ora c’è tutto il resto. Ovvero la possibilità o meno di arrivare a un Conte ter. Esito su cui Pd, M5S e Leu hanno dato la loro indicazione al presidente Mattarella. Ma che per Iv non è scontato. “Che finisca con un Conte Ter ci sono il 50% di possibilità”, dicono i renziani. “Per noi la vicenda del premier non è chiusa. Noi chiediamo che ci sia un cambio sui contenuti e anche un cambio di metodo. Ora con le forze di maggioranza possiamo discutere di questo, senza discutere del premier. Quello resta un capitolo aperto”.

Iv tiene alta la tensione. Dipende da come si svolgerà il confronto nelle prossime ore, dicono i renziani. Un confronto che sarà ‘gestito’ dal presidente Roberto Fico. Però non sarà solo l’esplorazione di Fico il ‘campo da gioco’. Al di là delle consultazioni formali, saranno quelle ‘informali’ a fare la differenza. E il tempo non manca. Fino a martedì. “Vediamo se Conte impiega questi giorni per riallacciare con noi -si dice in Iv- e vedremo come vorrà farlo”. Certo, il ‘prezzo’ che Iv vorrà far pagare, dopo che l’operazione ‘costruttori’ è fallita, sarà salato. Ma gli alleati sono convinti che i margini di manovra del senatore di Rignano abbiano comunque un limite. “Se Matteo tira troppo la corda, i suoi parlamentari non lo seguono più”, è la convinzione.

La chiusura del cerchio – almeno per questo primo step – arriva alla fine di una giornata turbolenta per Renzi con la ‘vicenda Arabia’. “Non è tanto la questione in sè, ma che ci sia chi ha voluto montare il caso” che avrebbe irritato il leader Iv, dicono i suoi. Sebbene in giornata sul punto siano arrivati segnali distensivi da Pd e M5S con Luigi Di Maio. E ancora prima con una indiscrezione all’Adnkronos di fonti 5 Stelle che hanno stroncato l’iniziativa del pentastellato Pino Cabras sull’interrogazione sul caso Arabia. ”L’interrogazione di Cabras? E’ una sciocchezza. Si è preso i tipici 15 minuti di notorietà, che possiamo già archiviare”.

Anche a palazzo Chigi, si riferisce, sarebbero stati visti con preoccupazione gli attacchi di alcuni 5 Stelle sulla vicenda, poi ridimensionati appunto dallo stesso Di Maio. Certo, la fronda 5 Stelle ‘anti-Renzi’ è esplosa un secondo dopo il via libera a Iv da parte di Crimi al Quirinale con Alessandro Di Battista che minaccia di lasciare il Movimento. “Di Battista? Sono dinamiche interne ai 5 Stelle. Di Battista non è neanche un parlamentare. Mi auguro che M5S trovino sintesi, io non gioco di certo a dividere”, commenta Rosato.

Nelle prossime ore si aprirà la partita, sul tavolo la possibilità di un Conte Ter. E si ripartirà dei nodi rimasti sul tavolo del Conte 2. Ma oltre ai contenuti, stavolta non ci sarà da fare un semplice rimpasto, ma un governo nuovo. I rumors danno per Iv due ministeri, poi forse potrebbe esserci un qualche spazio per la ‘quinta gamba’ dei gruppi ‘contiani’. Quanto al Pd le voci darebbero come inamovibili Dario Franceschini, Lorenzo Guerini e Roberto Gualtieri sebbene su quest’ultimo e sulla casella di via XX Settembre si intensifichino i boatos sul ‘nome’ per eccellenza, quello di Mario Draghi.



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