Il gergo tecnico le definisce Side Hustle e, nel corso degli ultimi anni, sono tante le persone che rientrano in quest’ambito. In fondo, però, sono quei tradizionali lavoretti extra, che permettono di respirare maggiormente alla fine del mese e di avere un’entrata in più che, diciamocelo, non fa mai male. Ed è chiaro che anche tanti siciliani e catanesi stanno cercando di rimboccarsi le maniche per poter affiancare alla propria attività lavorativa principale un’ulteriore fonte di guadagno. D’altro canto, le spese sono sempre di più e le esigenze familiari portano spesso e volentieri a doversi necessariamente attivare per poter incassare qualche somma “extra”.
Che siano delle attività decisamente marginali o solo delle prestazioni occasionali, è chiaro che le Side Hustle si stanno affermando come delle fonti di reddito a tutti gli effetti. Proviamo a comprendere meglio, anche grazie a un articolo di approfondimento che è stato pubblicato sul portale Bonusfinder.it, quali sono le attività da affiancare alla principale fonte di guadagno che sono più attenzionate e che attirano maggiormente la curiosità degli italiani.
L’approfondimento in questione ha preso come dato di riferimento i risultati emersi da Google Trends, differenziandoli in base alla regione di residenza, per scoprire quali sono le Side Hustle più popolari in Italia. Quanto riportato dall’analisi ha evidenziato quanto la curiosità, così come l’interesse del popolo italiano sia rivolto verso attività che hanno poca “tradizionalità”, ma che riflettono maggiormente l’andamento dei tempi e che vedono nella creatività la matrice fondamentale.
Attività online e la figura del DJ presenze fisse in classifica
Stando ad un’analisi puramente superficiale dei dati, emerge in maniera molto netta un interesse sempre maggiore da Nord a Sud verso delle attività che vadano a rimpiazzare quelle tradizionali, ma con un legame più stretto con l’ambito del web e con il settore dell’intrattenimento.
Si spiegano così molto facilmente le notevoli ricerche in tema di lavori secondari od occasionali che hanno avuto come oggetto piattaforme come YouTube e OnlyFans, ma anche un impiego che, spesso e volentieri, ha il suo apice di richieste durante la stagione estiva, come ad esempio il DJ.
Non sorprende, quindi, una svolta verso il digitale: quando si parla di contenuti, di possibilità di avere una visibilità online e di farsi conoscere in tale settore, gli italiani sembrano voler rendere tale strada una soluzione praticabile per ottenere un’entrata secondaria. Al contempo, però, non tutti i lavori nell’ambito del digitale interessano: anzi, l’appeal più prorompente pare essere quelle legato allo svolgimento di attività come lo streaming, la gestione dei social network e il drop shipping. Detto questo, è importante mettere in evidenza come i lavori più “tradizionali” non sono scomparsi, anzi.
Babysitter e fotografi, ma anche tutor: i lavoretti classici che “restano”
Che si tratti di mettere da parte qualche soldino durante il percorso di studi universitario, oppure semplicemente di arrotondare la propria entrata principale, avendo magari del tempo a disposizione nelle ore serali piuttosto che nel fine settimana, al fianco dei lavori in tema digitale, anche quelli più legati alle tradizioni sono piuttosto richiesti.
Gli italiani, infatti, cercano molto di frequente anche attività classiche, come ad esempio la figura del tutor, così come quella del babysitter, per non parlare del fotografo. È chiaro che i livelli di interesse verso queste attività occasionali sono molto alti anche in virtù di una domanda che non sembrano conoscere cali, senza contare una chiara e forte connotazione a livello locale. Emerge in maniera evidente che il babysitting, ad esempio, rappresentano uno di quei lavoretti extra che riesce a portare entrate praticamente in qualsiasi città italiana, indipendentemente dalle dimensioni.
