“Il 25 aprile del virus non è ancora arrivato”

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Arcuri: Il 25 aprile del virus non è ancora arrivato


“Andiamo avanti ma non abbiamo ancora vinto, oggi è la festa della liberazione ma noi non siamo ancora arrivati alla liberazione dal virus, il 25 aprile non è ancora arrivato e non abbiamo ancora riconquistato tutte le nostre libertà. Il nostro avversario è molto indebolito ma non è sconfitto”. Lo ha detto il commissario per l’emergenza coronavirus Domenico Arcuri nel corso di un punto stampa, sottolineando tuttavia che “in 4 giorni abbiamo avuto 580 pazienti in meno in terapia intensiva, il 21% in meno. Il contagio si riduce, la curva dell’epidemia si appiattisce”


“I ventilatori che abbiamo distribuito in questo mese sono 4.112, il doppio dei pazienti covid ricoverati in terapia intensiva – ha detto Arcuri – Non solo hanno funzionato le misure di contenimento ma anche le politiche di acquisizione e distribuzione delle apparecchiature. Oggi nei nostri ospedali ci sono un numero di ventilatori doppio di quanti ce ne erano all’inizio dell’emergenza”.



“Voglio dire che la vittoria definitiva non ci verrà assegnata da nessun decreto, dipenderà solo da noi e dai nostri comportamenti. In prossimità del 4 maggio, data in cui verranno allentate le misure, vi invito a comportarvi come ci ha invitato a fare il presidente Mattarella con tenacia, spirito di sacrificio e senso di appartenenza”.


Arcuri ha poi annunciato che “questa mattina si è conclusa la gara per il test sierologico, quattro giorni prima di quanto avevamo detto. Hanno partecipato 72 aziende e dal 4 maggio potremmo cominciare l’indagine a campione. Il primo dei 4 obiettivi posti dal ministro Speranza per la ripartenza è stato raggiunto”. “Il vincitore della gara è quello che ha risposto con la migliore qualità ma ha deciso che questi 150mila test debbano essere offerti a titolo gratuito e per una volta la scelta della trasparenza ci ha premiato due volte, perché siamo riusciti ad avere la migliore offerta e a non gravare sulle casse dello Stato”.


Parlando dell’app di contact tracing, Arcuri ha sottolineato che “rispetterà tutte le norme sulla privacy, non si limiterà a svolgere il compito del contact tracing ma progressivamente arriverà a essere uno strumento costruito come un diario sanitario, uno strumento di informazione e di azione, per svolgere politiche sanitarie da remoto. Si potrà colloquiare con il sistema sanitario nazionale”. “Sono convinto che molti italiani lo useranno“, ha aggiunto. La app, ha spiegato, sarà uno strumento molto importante ma “non sarà una patente per la libera uscita di nessuno“.


Quanto alla fase 2, “siamo pronti a distribuire tutte le mascherine che serviranno. Un grande paese non può dipendere per sempre dalle importazioni e dagli orari a cui atterrano i cargo, non può dipendere dalle guerre commerciali né da speculatori senza scrupoli”. “Siamo abbastanza per riuscire a cavarcela da soli, non con un incantesimo ma semplicemente organizzandoci”, ha detto. Arcuri ha poi spiegato che “fino a ieri sera sono state distribuite 138 milioni di mascherine” e che le “Regioni hanno 47 milioni di mascherine nei depositi”. “Abbiamo sottoscritto un accordo con due grandi imprese italiane che stanno producendo 51 macchinari che serviranno a produrre mascherine nel nostro Paese e che produrranno da 400mila a 800mila mascherine al giorno”, ha annunciato il commissario spiegando che presto saremo in grado di produrre “25 milioni di mascherine al giorno” .

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