Il Comitato SenzacquaEnna accusa: “Sindaci assenti nel processo sulla gestione idrica”

Comitato SenzAcquaenna
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Dure parole quelle contenute nella lettera aperta che il Comitato SenzacquaEnna ha indirizzato ai sindaci della provincia, al presidente dell’ATI (Assemblea Territoriale Idrica), ai membri dell’ATI e al presidente del Libero Consorzio. Al centro della polemica, la scelta del comitato cittadino di costituirsi parte civile nel processo penale sulla gestione del servizio idrico, a fronte dell’assenza delle istituzioni locali.

Voi, che siete i rappresentanti istituzionali dei cittadini, che avete ricevuto un mandato elettorale per difenderne i diritti e tutelarne la dignità, avete deciso di non farlo“, si legge nella missiva, che non risparmia toni di forte critica verso gli amministratori locali.

Il Comitato, che si definisce “semplice comitato di cittadini“, ha deciso di farsi carico di una responsabilità che ritiene dovesse spettare alle istituzioni. “Abbiamo colmato noi, cittadini comuni, il vuoto lasciato da chi avrebbe dovuto essere in prima linea”, denunciano gli attivisti, accusando i rappresentanti istituzionali di aver scelto “il silenzio, l’inerzia, l’assenza”.

La vicenda tocca uno dei servizi più sensibili per la comunità ennese: la gestione dell’acqua pubblica. Il processo penale in corso rappresenta un momento cruciale per fare chiarezza su presunte irregolarità nella gestione del servizio idrico, ma secondo il Comitato Senzacqua, le istituzioni locali avrebbero rinunciato a svolgere il loro ruolo di tutela dei cittadini.

Come potete presentarvi davanti alle comunità che amministrate parlando di tutela, di sviluppo, di futuro, quando avete voltato le spalle al primo dovere: difendere i vostri concittadini nei tribunali?“, si domandano retoricamente i componenti del comitato nella loro lettera.

L’accusa più pesante riguarda quello che viene definito un “tradimento della fiducia dei cittadini“. Il Comitato avverte che “la gente vede e giudica” e che la mancata costituzione di parte civile “resterà come una macchia indelebile sulla credibilità politica e morale” degli amministratori.

Nonostante l’amarezza espressa, il Comitato Senzacqua ribadisce la propria determinazione: “Noi continueremo la nostra battaglia, senza paura e senza compromessi“, promettendo di mantenere viva l’attenzione dell’opinione pubblica su questa vicenda.

La questione solleva interrogativi più ampi sul rapporto tra cittadini e istituzioni in una provincia che da anni affronta problematiche legate alla gestione dei servizi essenziali. La decisione di un gruppo di cittadini di sostituirsi alle istituzioni nella tutela dei propri diritti rappresenta un precedente significativo che potrebbe avere ripercussioni sul dibattito politico locale.

Al momento non si registrano repliche ufficiali da parte delle istituzioni chiamate in causa dalla lettera aperta del Comitato SenzacquaEnna.

 


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