il crollo del greggio spinge al ribasso il listino milanese

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Ftse Mib, energetici sotto attacco


Seduta in rosso per i listini europei, ancora alle prese con il sell-off sul petrolio e con le incertezze relative la fine delle misure di contenimento. Oltre ad aver penalizzato il comparto energetico, il crollo del greggio ha finito per innescare un clima di avversione al rischio che ha spinto lo spread tra i Btp a 10 anni ed i corrispondenti titoli tedeschi a 267 punti base, quasi 10 punti percentuali in più rispetto al dato precedente.


Ieri, per la prima volta nella storia, il derivato sul WTI, il petrolio statunitense, è sceso in territorio negativo a un minimo di -37,6 dollari al barile. Il contratto statunitense, che prevede la consegna fisica dei barili nel mese di maggio, ha pagato pegno al fatto che negli Stati Uniti i siti di stoccaggio, emblematico è il caso di Cushing (l’hub del petrolio nord-americano), sono ormai saturi e quindi gli investitori sono disposti a pagare per liberarsi di questa commodity. In particolare, dietro il crollo dei prezzi ci sarebbe un fondo Etf che, secondo quanto emerso, deteneva circa il 25% dei volumi del contratto in scadenza il mese prossimo.



Già a partire dalla scadenza di giugno, quella che da domani diverrà la principale, la situazione tende alla normalità (almeno di quest’ultimo periodo), con i prezzi a 14,14 dollari il barile. Le vendite hanno riguardato anche il benchmark petrolifero globale, il Brent, in calo del 22% a 19,76$.


A Milano, dove il Ftse Mib si è fermato a 16.450,85 punti, -3,59% rispetto al dato precedente, Saipem ha segnato un -5,18%, Tenaris ha lasciato sul parterre il 4,99% ed Eni ha terminato in calo del 5,62%. Sia nel caso del Cane a sei zampe, che in quello di Enel (-3,02%), Poste (-2,13%) e Leonardo (-5,72%) gli attuali Ad sono stati confermati.


Tra i bancari segnaliamo il -4,45% di UniCredit, il -4,56% di Intesa Sanpaolo ed il -4,33% di BPER. Perdite più contenute per Ubi Banca (-1,44%) dopo il ritorno in auge delle indiscrezioni sulla possibilità di un’alleanza con il Credit Agricole.


Nel comparto industriale giornata da dimenticare per FCA (-4,47%) nel giorno in cui la futura sposa, la francese PSA, ha presentato i dati relativi il fatturato dei primi tre mesi dell’anno. Stimate a 14,4 miliardi di euro, le vendite del gruppo francese nel trimestre sono scese del 15,6% a 15,2 miliardi di euro. Indicazioni confortanti arrivano anche dalla stima di medio termine sul margine operativo “adjusted”, calcolato cioè al netto delle componenti straordinarie, confermata da PSA ad oltre il 4,5% medio per la divisione automotive nel periodo 2019-2021.


Vendite anche su Pirelli (-2,12%) dopo i dati diffusi da Michelin. Con tutti i titoli del paniere principale in rosso, spicca il -0,3% di Prysmian che oggi ha presentato un nuovo cavo di trasmissione per i collegamenti tlc in fibra e 5G. (In collaborazione con money.it)

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.



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Redazione TeleNicosia.it fondata nel luglio del 2013. La testata è iscritta al Tribunale di Nicosia al n° 2/2013.

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