Un’ordinanza sindacale che vieta l’uso dell’acqua potabile ha scosso la comunità di Nicosia, in provincia di Enna. Il divieto, disposto con l’ordinanza n. 57/2025, è scaturito da una segnalazione del Dipartimento di Prevenzione per la Salute dell’ASP di Enna che ha evidenziato un inquinamento microbiologico dell’acqua di rete distribuita nel territorio comunale.
La richiesta di accesso civico
Di fronte a questa emergenza sanitaria, il Movimento per la Difesa dei Territori (MDT) ha deciso di fare chiarezza sulla situazione attraverso una richiesta formale di accesso civico. L’associazione, ha inviato in data 30 agosto 2025 due distinte istanze alle società che gestiscono il servizio idrico nel territorio.
Le richieste, inviate sia ad AcquaEnna che a Siciliacque, mirano ad ottenere la massima trasparenza sui controlli effettuati sulla qualità dell’acqua. In particolare, il Movimento chiede di accedere a tutti i parametri analizzati dalle due società nell’ambito dei rispettivi piani di autocontrollo, per tutti i campionamenti effettuati dall’inizio dell’anno fino ad oggi.
I punti di controllo richiesti
Per quanto riguarda AcquaEnna, la richiesta si concentra sui controlli effettuati sia al punto di consegna della rete di distribuzione dell’Ancipa che in tutto il territorio di Nicosia. Nel caso di Siciliacque, l’associazione vuole visionare i dati relativi ai controlli sia al potabilizzatore che nel punto di consegna al gestore per il territorio di Nicosia.
Il coinvolgimento di ARERA
Non solo le società di gestione del servizio idrico sono coinvolte in questa richiesta di trasparenza. Il Movimento per la Difesa dei Territori si è rivolto anche all’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), l’organismo nazionale preposto alla tutela dei consumatori e al monitoraggio della qualità dei servizi.
All’ARERA viene chiesto di vigilare affinché le società forniscano tutti i dati richiesti nei termini di legge previsti per l’accesso civico, e di acquisire tutti gli elementi necessari per verificare che i gestori rispettino le tempistiche e i protocolli di autocontrollo, garantendo che la risorsa idrica distribuita sia effettivamente adeguata per il consumo umano.
Una questione di salute pubblica
L’iniziativa del Movimento per la Difesa dei Territori nasce dalla necessità di tutelare la salute dei cittadini nicosiani e di fornire loro informazioni corrette e trasparenti sulla qualità dell’acqua che dovrebbero consumare. Come evidenziato nella richiesta, l’associazione “pone al centro dell’attenzione la tutela del territorio e di coloro che ci vivono”.
La vicenda solleva interrogativi importanti sulla gestione del servizio idrico e sui controlli di qualità, in un momento in cui l’emergenza idrica rappresenta una delle sfide più pressanti per molti comuni siciliani. La richiesta di accesso civico rappresenta uno strumento democratico fondamentale per garantire la trasparenza e la responsabilità degli enti pubblici e delle società che gestiscono servizi essenziali come quello idrico.
I cittadini di Nicosia attendono ora risposte concrete che possano fare chiarezza su una situazione che tocca direttamente la loro salute e sicurezza.
