“Il Re Corona” (una favola) e “Dalla voce del silenzio” (una poesia), scritte da Franca Fascetta – ED

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PREFAZIONE

La breve favola, nasce dal patema,

purtroppo, dall’amara realtà dei giorni nostri… Ma come nelle più belle favole, che si concludono sempre a

lieto fine”, anch’essa, ha il suo finale positivo, grazie ai valori

e all’operato, a difesa della vita, del suo protagonista,

il Re Corona…

Il testo potrebbe essere, un modello di speranza,

un invito a ricominciare per poter elevare la vita

a tripudio di vittoria sulla pandemia, che dilaga,

a minaccia dell’umanità.

Il Re Corona ci insegna, che la volontà,

l’umiltà, l’altruismo, l’appartenenza, la comunione,

sono valori intrinsechi all’uomo e in nome di ciò,

egli può affrontare le ostilità e ricominciare,

perchè la forza della vita è l’elemento

che lo distingue e lo fa essere del creato,

quell’opera meravigliosa…

Nicosia Marzo 2020  – FASCETTA FRANCA – E D –

IL RE CORONA

In un tempo molto lontano, nei pressi di un fiume,sorgeva il grande regno dal castello dorato del Re Corona e dei suoi quattro figli.

Tutto il regno era cinto da un muro, come una fortezza, che il Re,

aveva fatto costruire per tutelare i suoi figlied evitare che uscissero da lì.

Su di loro, incombeva una grande maledizione, fatta da una strega, tanto bella,

quanto cattiva, che il Re aveva rifiutato come sposa.

Cruenta era il suo nome ed aveva poteri pericolosi e spietati.

Infatti, ella, aveva usato le sue arti più micidiali di stregoneria, per vendetta.

Attorno al muro, che fortificava il regno,

aveva fatto crescere irti arbusti ed erbacce nere

che brulicavano di strani insetti, divoratori di polvere d’oro, pericolosi tali da diffondere, morte e malattia.

Qualora, uno solo dei figli del Re,

avesse provato in qualche modo ad oltrepassare il muro,

sarebbe stato aggredito, da quegli insetti, per la corona d’oro,

posta alla sua testa e si sarebbe diffusa, ovunque nel regno e fuori dal regno, la pericolosa malattia contagiosa che avrebbe decimato,

senza scampo, tutta la gente.

Il Re Corona, consapevole, dell’antica maledizione di Cruenta,

riuscì a custodire il nefasto segreto per lunghissimi anni,

non facendo trapelare mai la verità, per i limiti che imponeva.

Intanto, la sua età avanzava e cominciò a preoccuparsi per il futuro del regno e del mondo intero.

Allora, con saggezza, convocò tutte le maestranze del regno

e gli stessi suoi figli e rilevò loro, il tremendo segreto,

che lo aveva visto passare come un re severo e crudele limitando la libertà ai figli e al suo popolo.

Apprendendo l’amara verità, tutti manifestarono rimorso per aver giudicato il loro Re, si scusarono e dimostrarono grande riconoscenza,rispetto e gratitudine infinita,

decidendo di accogliere qualsiasi volontà del sovrano,sempre più affaticato e cagionevole.

Egli, propose allora di cambiare vita, di rinunciare a tutti gli agi e al benessere del regno, perchè era il solo modo per sconfiggere la maledizione.

Ordinò di scavare un grande pozzo, ove poi, sotterrare tutto l’oro del regno, dalle corone, ai suppelletti d’oro, con cui era stato costruito lo stesso castello.

Ma prima di fare ciò, oridnò di costruire delle umili case in muratura,

ove sarebbero vissuti tutti gli abitanti del regno e gli stessi figli, come semplici contadini.

Tutti, si misero all’opera e in brevissimo tempo,

furono realizzate le abitazioni e venne scavato il profondo pozzo,

dove venne interrato tutto l’oro.

Non fu lasciata una minima particella di polvere di tutto quell’oro,

che venne fuso e gettato nel pozzo infinito,

riempito con acqua salina, nella quale, gli insetti, si tuffarono per inseguirlo, perdendo a contatto con essa ogni potere malefico.

Avvenuto ciò, il Re, ordinò ancora al suo popolo, di abbattere anche il muro che cingeva il castello e bruciare gli arbusti e le erbacce nere, ormai, non più nocive…

Cruenta, la strega, sbigottita per quanto era avvenuto,

non si dava pace per la sconfitta,

mai, avrebbe immaginato che la genialità del suo rivale,

superasse i suoi arcani poteri e capì, certamente, per la prima volta,

che l’uomo può rinunciare a tutto, a difesa della vita…

Infatti, la nuova vita umile, ma soprattutto la forza, la tenacia del popolo del grande regno dal castello dorato, avevano annullato la sua profezia malefica…

Il bravo popolo del Re Corona seppe ricominciare in povertà,

ma divenne ricco di libertà, di operosità e tanta buona volontà!

Imparò a coltivare la terra e raccolse i suoi frutti,

si dedicò ad allevare ogni genere di animali e se ne prese cura con costanza e amorevolezza,

colorò, con fantasia anche la natura, ove aveva iniziato a vivere, pintando fiori bellissimi e germogli profumati, rendendo tutto meravigliosamente bello, perchè la gioia albergava nel suo cuore!

Il Re Corona, vide tutto questo,morì però, dopo breve tempo, ma felice e orgoglioso del suo popolo, perchè con senso di responsabilità, appartenenza e fedeltà aveva saputo affrontare un cambiamento radicale della sua esistenza.

Il grande sovrano, dopo la sua scomparsa,

rimase per sempre nella memoria di tutti e venne ricordato come esemplare modello di vita, fautore di importanti valori, quali: saggezza, coraggio, generosità, umiltà, tutti valori per mezzo dei quali, aveva saputo tutelare ai principi suoi figli, alla sua gente e al mondo intero, il bene più straordinario, che ogni essere umano possiede…

LA Vita” !

Oh Vita!

Fortitudo da sempre,

tu possiedi e ad ogni

ostil destino,

irrompe il tuo vigor!

Nicosia Marzo 2020 – FASCETTA FRANCA – E D –


Dalla Voce Del Silenzio

Il testo, nasce dall’afflizione per le

molteplici perdite di vite umane,

a causa della terribile pandemia!

I suoi versi, vann, a tutte

le famiglie, che hanno perso un loro caro,

a Sua Santità, per il sacrificio

di alcuni suoi pastori, al corpo

medico, agli operatori sanitari,

per le tante loro vittime…

…” Son stati tutti Figli”

di un’Unica Grande Patria!

Son stati, le sue colonne,

per tempra e virtù,

per generosità e sacrificio,

per professionalità e umanità,

rendendola terra

preziosa e distinta!…

Nicosia Marzo 2020 – Fascetta Franca – E D –

Dalla voce del silenzio

Nella voce del silenzio,

dell’umana calamità,

sol, la voce del Creato,

si impone dolcemente,

or, col canto degli augelli,

or, col turbinio del vento…

Ma si ode amaramente

anche un flebile respiro!

E’ il pianto, è il soffrire

per la vita che si spegne,

di chi è caro e tutto solo,

con lo sguardo impaurito

e con lento ultimo affanno, cerca,

cerca chi, può tendergli la mano…

Che tristezza, che mestizia,

invade ogni cuore!

Dalla voce del Creato giunge poi

di nuova vita”, la sua eco…

E’ il sorriso, è l’abbraccio,

è la voce dell’amore, che non muore,

che rimane imperituro

sempre accanto a te…

Marzo 2020 – Fascetta Franca – E D –

 


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redazione

Redazione TeleNicosia.it fondata nel luglio del 2013. La testata è iscritta al Tribunale di Nicosia al n° 2/2013.

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