Inchiesta “Ultra”, avviso di garanzia al sindaco di Barrafranca. Trentacoste (M5S): “Accardi faccia chiarezza con i cittadini, chieda subito di essere ascoltato dai magistrati e dagli inquirenti che stanno conducendo l’indagine”

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Il sindaco di Barrafranca non perda altro tempo, faccia chiarezza con i cittadini e chieda subito di essere ascoltato dai magistrati e dagli inquirenti che stanno conducendo l’indagine”. La richiesta arriva dal senatore del Movimento 5 Stelle Fabrizio Trentacoste a seguito dell’inchiesta ‘Ultra’ della Dda di Caltanissetta che ha portato a 46 arresti.

Nell’ambito dell’operazione, – dice Trentacoste – un avviso di garanzia è stato notificato al sindaco di Barrafranca (En), Fabio Accardi, indagato per tentativo di corruzione con l’aggravante mafiosa, mentre un funzionario del Comune è ai domiciliari. Tra i vari fatti, emerge dall’indagine che all’Ati che si era aggiudicata la gara per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani era stato imposto di affittare un terreno dove ricoverare i mezzi dell’azienda”.

Barrafranca, i suoi cittadini e tutto il nostro territorio non meritano tutto ciò, – continua il senatore – le amministrazioni locali devono rappresentare baluardi di legalità, combattere l’agire mafioso e fermare gli interessi della mafia. Nessuno deve nutrire il benché minimo dubbio sull’integrità delle azioni di chi amministra le nostre comunità e nessuno deve poter pensare che la mafia diriga e condizioni le azioni e le scelte di chi amministra. Per tali ragioni, mi unisco ai consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle e alle opposizioni che hanno già avanzato la richiesta di dimissioni del sindaco Accardi, della sua giunta e dell’intero consiglio comunale”.

Infine, il parlamentare Cinquestelle rivolge “un plauso al Ros, al Comando provinciale dei Carabinieri di Enna e alla Dda di Caltanissetta per la maxi-operazione che rappresenta un altro duro colpo agli affari della mafia. Tutto ciò deve portare alla consapevolezza che vanno innalzati i livelli di contrasto alle organizzazioni mafiose. La mafia è un cancro che va estirpato”.

 


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redazione

Redazione TeleNicosia.it fondata nel luglio del 2013. La testata è iscritta al Tribunale di Nicosia al n° 2/2013.

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