Inquinamento ambientale, appello urgente di Assoconsumatori ai sindaci della provincia di Enna

Pippo Bruno Assoconsumatori
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Pippo Bruno, delegato provinciale di Assoconsumatori, ha inviato una lettera aperta alle redazioni locali denunciando una situazione che si protrae da sette mesi. I cittadini di Nissoria sarebbero stati costretti a pagare in bolletta per oltre dieci anni i servizi di depurazione mai effettuati, una situazione che l’associazione definisce come una possibile truffa. Secondo Bruno, i sindaci che per statuto dovrebbero controllare il corretto funzionamento dei servizi pubblici mantengono un silenzio preoccupante sulla vicenda.a

Il rinvio a giudizio di Acquaenna

Il Gip del Tribunale di Enna, Ornella Zelia Futura Maimone, ha rinviato a giudizio il presidente di AcquaEnna Franz Bruno, insieme agli amministratori delegati Stefano Bovis, Alberto Zucchi e Alessandro Rinaldi, per inquinamento ambientale. Sono stati processati anche il direttore tecnico Alessandro Dottore e il responsabile del settore depurazione Giovanni Gravina, per reati consumati in tutti i comuni della provincia. Le accuse riguardano inquinamento ambientale in area sottoposta a vincolo paesaggistico e violazione della convenzione con l’ATI Enna, che avrebbe imposto interventi necessari al corretto funzionamento degli impianti.​

Le responsabilità istituzionali

Secondo la lettera di Bruno, quattro istituzioni – Corpo Forestale, ARPA, NOE (Nucleo Operativo Ecologico) e i consulenti del Pubblico Ministero – hanno confermato che il territorio provinciale è inquinato. Solo il Comune di Enna ha chiesto la costituzione di parte civile nel processo, mentre gli altri comuni rimangono in silenzio. L’associazione sottolinea come i metalli pesanti presenti nelle acque reflue non depurate vengano assorbiti dalle piante, rientrando nel ciclo alimentare con potenziali rischi oncologici per la popolazione.​

La richiesta di assemblea urgente

Bruno chiede un’assemblea urgente dell’ATI per discutere questi temi, soprattutto in vista delle campagne elettorali, al fine di comprendere le responsabilità della classe politica attuale e passata. L’associazione annuncia che presto metterà al corrente l’assemblea dell’ATI di altri fatti che le amministrazioni avrebbero dovuto controllare ma che non hanno mai attenzionato. La richiesta di partecipazione all’assemblea si basa sul principio democratico e sulla natura pubblica del servizio, garantito da apposite disposizioni legislative.​

 


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