La Commissione parlamentare sulle ecomafie ha svolto sopralluoghi nei depuratori di Ragusa, di Macchitella, del petrolchimico di Gela e di Enna

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La Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti è in Sicilia per proseguire il suo lavoro di approfondimento sulla depurazione delle acque reflue nella regione. Questa seconda missione, cominciata mercoledì 12 febbraio, si concentra sulla parte centrale dell’isola.

Tra il 12 e il 13 febbraio, la Commissione ha svolto sopralluoghi nei depuratori di Ragusa, di Macchitella, del petrolchimico di Gela e di Enna. Nel pomeriggio del 12 febbraio, la Commissione ha audito il Procuratore della Repubblica di Ragusa Fabio D’Anna, di Caltanissetta Amedeo Bertone, di Gela Fernando Asaro e di Enna Massimo Palmeri con il sostituto Orazio Longo.

I siti oggetto di sopralluogo sono interessati da procedimenti giudiziari o indagini. Inoltre, i depuratori di Ragusa, Macchitella (Gela) ed Enna sono tra gli impianti afferenti ad agglomerati colpiti da procedure di infrazione europee.

Il procuratore Palmeri e il sostituto Longo hanno riferito che sono in corso indagini sui 32 depuratori della provincia di Enna, con delega di polizia giudiziaria conferita ai Carabinieri Noe di Palermo.

I rappresentanti di Arpa Sicilia hanno fornito informazioni sulla situazione dei depuratori nelle province di Enna, Caltanissetta e Ragusa. Stando a quanto riferito, le criticità più comuni, oltre al fatto che gran parte degli impianti opera senza autorizzazione allo scarico in corso di validità, riguardano il sottodimensionamento dei depuratori, il superamento dei limiti di legge per quanto riguarda gli scarichi di reflui depurati e la gestione dei fanghi, che in diversi casi tracimano nei corpi recettori. I rappresentanti di Arpa hanno inoltre riferito che, in base a un’interpretazione normativa applicata dalla Regione Siciliana, l’amministrazione regionale rilascia autorizzazioni allo scarico per impianti di depurazione senza porre limiti per i parametri critici di fosforo e ammoniaca che spesso superano i limiti tabellari.

Ai sopralluoghi e alle audizioni hanno partecipato, insieme al presidente, la deputata Caterina Licatini (M5S) e i senatori Luca Briziarelli (Lega), Pietro Lorefice (M5S) e Fabrizio Trentacoste (M5S).

Nel pomeriggio del 13 febbraio saranno auditi il sindaco di Gela e i sindaci e i commissari straordinari dei Liberi Consorzi comunali di Enna, Caltanissetta e Ragusa, oltre al responsabile tecnico del depuratore di Ragusa.

«Questi primi due giorni di missione ci hanno dato l’opportunità di continuare ad approfondire le criticità principali della depurazione in Sicilia: malfunzionamenti, problemi gestionali, scarichi oltre i limiti di legge, impianti sottodimensionati, cattiva gestione dei fanghi», dichiara il presidente della Commissione Ecomafie Stefano Vignaroli. «In una situazione così drammatica, attraverso le audizioni ho potuto però rendermi conto degli impatti positivi della legge 68 sugli ecoreati. Ascoltando i procuratori ho potuto infatti constatare come questa norma, che mi ha visto tra i primi firmatari e sulla cui applicazione la Commissione ha svolto e continua a svolgere un monitoraggio, abbia dato impulso ai controlli in ambito ambientale e messo nelle mani degli inquirenti nuovi strumenti per perseguire gli ecoreati”, conclude il presidente Vignaroli.

 


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