La Guardia di Finanza di Enna ha sequestrato beni a due imprenditori in odore di mafia di Troina e Regalbuto – VIDEO

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Prosegue l’azione del Comando Provinciale di Enna e dei dipendenti Reparti finalizzata alla ricerca e repressione dei più gravi e insidiosi crimini di natura economico – finanziaria e all’aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati.

Le fiamme gialle del Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria della Guardia di Finanza di Enna, hanno proceduto nell’ultimo anno a sequestri patrimoniali, in applicazione della normativa speciale antimafia che permette di aggredire i patrimoni riconducibili a presunti affiliati ad associazioni di tipo mafioso, qualora gli stessi patrimoni risultino sproporzionati rispetto al reddito dichiarato o non siano state comunicate le variazioni patrimoniali registrate nei patrimoni degli stessi.

E’ dei giorni scorsi, infatti, l’esecuzione di un decreto di sequestro di beni emesso dal Tribunale di Caltanissetta – Sezione Misure di Prevenzione, concernente numerosi automezzi nella disponibilità del 50 enne  B. S., originario del Comune di Troina, attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Caltanissetta per reati di mafia.

Il provvedimento ha consentito il sequestro di un’ulteriore parte del patrimonio mobiliare illecitamente accumulato e riconducibile all’imprenditore troinese, già destinatario di ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito dell’operazione denominata “Discovery 2”, in quanto ritenuto appartenente al gruppo criminale operante nel territorio di Troina, dedito prevalentemente alla commissione di estorsioni e rapine, compiute con l’aggravante mafiosa.

Si tratta in particolare di numerose autovetture poste in sequestro, tra cui spiccano due Mercedes ed un’Alfa Giulia di apprezzabile valore storico, oltre ad un fuoristrada ed un mezzo furgonato, cha vanno ad aggiungersi al precedente provvedimento ablativo, eseguito dalle Fiamme Gialle di Enna nello scorso dicembre, riguardante 19 appezzamenti di terreno e 4 fabbricati, tutti nella disponibilità della parte, ricadenti nel territorio dell’ennese, pari ad oltre 200.000 euro.

Sempre nell’ambito delle attività di prevenzione antimafia condotta dai Finanzieri del Comando Provinciale di Enna, volta al costante monitoraggio dei soggetti raggiunti da una misura definitiva di prevenzione personale per sospetta appartenenza alla criminalità organizzata, è stata, invece, esaminata la posizione di un sorvegliato della provincia di Enna già condannato per associazione di stampo mafioso, soggetto all’obbligo, per dieci anni, di comunicare al competente Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria della Guardia di Finanza tutte le variazioni che intervengono nel proprio patrimonio, al non verificarsi della prescritta comunicazione scattano gravi sanzioni penali seguite dalla confisca dei beni non segnalati o del corrispettivo derivante dalla loro cessione a terzi.

E’ stato constatato che il 66 enne M.S., originario di Regalbuto, coinvolto nel processo “Iblis”, aveva posto in essere una serie di improvvide operazioni immobiliari per oltre 600.000 euro omettendo di darne comunicazione. Per questi beni è stato disposto dal Tribunale di Enna il sequestro preventivo finalizzato alla confisca.

Tra i beni sottoposti a sequestro spiccano 7 appartamenti, 2 locali commerciali, 2 autorimesse, 2 fabbricati a destinazione produttiva, 133 ettari di terreno e 5 fabbricati rurali, oltre a liquidità bancarie per 51.000 euro.

 

 


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