Il 24 agosto ha rappresentato una giornata di profonda spiritualità per la contrada di Santa Venera, antico feudo oggi parte del territorio comunale di Sperlinga, ma storicamente legato alla comunità di Gangi. In questa suggestiva località, la processione in onore della santa martire ha riportato in vita una tradizione che affonda le radici nella storia del territorio.
Una storia di resilienza e rinascita
La devozione per Santa Venera in questa contrada nasce negli anni ’30 del Novecento, quando venne eretta la chiesa locale dedicata alla martire cristiana del II secolo, venerata particolarmente ad Acireale, suo presunto luogo di nascita. Dopo decenni di interruzione, la festa è stata riportata in vita nel 2002 grazie all’impegno instancabile della comunità locale e di don Mauro Mocciaro, dimostrando come le tradizioni popolari possano resistere al tempo e ritrovare nuova linfa.

La processione: fede e comunità in cammino
Quest’anno la celebrazione ha visto la partecipazione calorosa di fedeli provenienti sia da Gangi che da Sperlinga, testimoniando il carattere trasversale di questa devozione. La statua di Santa Venera ha attraversato le vie del borgo accompagnata dalle note della banda musicale di Gangi, mentre fra Salvatore Seminara, parroco di Sperlinga, ha guidato spiritualmente la processione, insieme alla Confraternita delle Anime del Purgatorio di Gangi.
La presenza delle istituzioni locali, rappresentate dal sindaco di Gangi Giuseppe Ferrarello e dall’assessore del Comune di Sperlinga Salvatore Castiglia, ha sottolineato l’importanza sociale e culturale dell’evento, che trascende i confini amministrativi per unire due comunità nella stessa tradizione.
Tradizione e territorio: le benedizioni
Due momenti hanno caratterizzato particolarmente la celebrazione di quest’anno: la benedizione dei campi e la benedizione della reliquia di Santa Venera. Il primo gesto ha richiamato il legame profondo di questo territorio con l’agricoltura, settore ancora vitale per l’economia locale delle Madonie. La benedizione della reliquia ha invece rappresentato il momento di maggiore intensità spirituale, collegando la comunità odierna alla tradizione millenaria del culto della santa.
Un ponte tra passato e presente
La giornata si è conclusa con il ritorno della statua nella chiesa e la celebrazione della messa solenne, suggellando una processione che rappresenta molto più di un semplice atto di fede. Questo evento annuale si configura come un vero ponte tra passato e presente, capace di unire generazioni diverse e comunità storicamente legate, mantenendo vive le radici culturali e spirituali del territorio.
