La rivoluzione del cicloturismo, in viaggio tra natura, sport e cultura

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Sembra passata una vita da quel periodo strano e ansiogeno che ha prodotto, fra tante cose, il bonus bicicletta. Chissà se quella manovra, allora, incrociasse una domanda reale o se abbia, invece, giocato un ruolo nel ravvivarsi di una passione latente degli italiani, quella del ciclismo. Un dato, forse con una certa dose di sorpresa, ci fa propendere per la prima ipotesi: oggi il ciclismo, infatti, con circa 1 milione e mezzo di praticanti, è tra gli sport più radicati nella cultura italiana. Del resto la celebre tradizione ciclistica del Bel Paese è lì a confermarlo.

Se la tradizione che lega passato e presente resta forse il dato principale, quello capace di costruire una realtà fatta di passione e sacrificio per questo sport, a favorire ulteriormente il ciclismo, in tutte le sue forme, concorrono pure clima e territorio. La conformazione del territorio, che alterna lunghi tratti pianeggianti in prossimità delle coste a rilievi di varia natura, è perfetta, perché offre agli amanti della bicicletta una quantità infinita di percorsi e consente di praticare questo sport in molti modi diversi, che comprendono sia professionisti, che amanti e saltuari. Il clima, invece, spesso soleggiato e con inverni miti, difficilmente costituirà un ostacolo a montare in sella.

Tornando al territorio non bisogna dimenticare che la grande varietà morfologica italiana è uno scrigno di possibilità non solo per gli amanti della bici da corsa, ma anche per chi all’asfalto preferisce terra, fango e ghiaia. La Mountain bike, infatti, è un fenomeno decisamente in crescita nel nostro Paese, che ogni anno raccoglie nuovi accoliti tra le sue fila. Salite lungo sentieri boschivi, erte e impegnative dal punto di vista fisico e discese tecniche e veloci sono un mix perfetto per gli amanti dell’adrenalina, che possono cimentarsi in vari livelli di difficoltà, che arrivano fino al Downhill, sintesi pura ed estrema della discesa ad alta velocità (tanto che spesso la salita non avviene nemmeno in sella!), oppure percorsi lunghissimi che attraversano interi continenti mettendo a durissima prova la resistenza e la tenacia degli atleti, come nel caso dell’Ultracycling.

L’universo ciclistico non si esaurisce certo qui: si espande nella vita di tutti i giorni, essendo la bici anche uno dei mezzi di trasporto preferiti, del cui utilizzo di certo gli italiani non ignorano i molteplici benefici. Andare in bici tutti i giorni, infatti, oltre a costituire un’ottima attività aerobica, con tutti i benefici al sistema cardiovascolare che ne derivano, è forse il miglior modo per mantenere una muscolatura tonica senza andare a danneggiare le articolazioni: il movimento rotatorio della pedalata, infatti, preserva cartilagini e legamenti da sovraccarichi e stress meccanici, compresa la colonna vertebrale, il cui peso viene scaricato su manubrio e sellino.

Italia in bici, tra borghi e paesaggi ameni

Uno dei trend in maggiore accesa per quanto riguarda la bicicletta è, tuttavia, quello del cicloturismo, in grado di unire la passione per il viaggio, l’avventura, la natura e ovviamente, le due ruote. Per chi non lo sapesse il cicloturismo prevede l’utilizzo della bici (o della variante bici + treno) per gli spostamenti e predilige itinerari inconsueti, spesso al di fuori delle mete mainstream, oggi sotto assedio costante a causa del turismo di massa.

E quale luogo meglio dell’Italia si presta a percorsi cicloturistici? La storia comunale e signorile del Bel Paese ha fatto sì che si sviluppassero e prosperassero su tutto il territorio, oltre a magnifiche città, numerosissimi centri di piccole dimensioni. Ecco perché sono quasi 6000 i piccoli centri abitati, tra cui rientrano i 270 borghi più belli d’Italia, selezionati dall’omonima associazione per la loro qualità architettonica, urbanistica e culturale. Situati a macchia di leopardo costituiscono dei veri gioielli nascosti, incastonati in una cornice paesaggistica meravigliosa, come quella del Chianti e della Val d’Orcia, oppure della riviera ligure, ma anche della Maremma, della campagna emiliana, dei boschi Umbri, delle coste siciliane o del selvaggio Appennino meridionale; insomma, l’incredibile varietà urbanistica e paesaggistica dell’Italia costituisce il contesto ideale per praticare il cicloturismo.

Vediamo allora un possibile itinerario per chi si approccia per la prima volta a questo modo di viaggiare.

Se immaginiamo un borgo medievale immerso in un paesaggio ameno, non possiamo fare a meno di pensare alla Toscana. In questa regione sorgono alcuni dei più famosi borghi italiani, come Volterra, San Gimignano, Montalcino e Pitigliano, solo per citarne alcuni. Il percorso che abbiamo scelto si sviluppa lungo una storica via di comunicazione, quella che collega Roma a Canterbury, percorsa durante il medioevo da milioni di pellegrini desiderosi di raggiungere la città Pontificia. Stiamo parlando della via Francigena, la “via dei Franchi”, che costituiva un collegamento importante tra l’Italia e l’Europa continentale, in particolare la terra dei Franchi, ovvero l’attuale Francia. Una tratta di questo percorso attraversa la Toscana, passando attraverso Lunigiana, Toscana centrale e Val d’Orcia, più nello specifico toccando i borghi e le città di Pontremoli, Pietrasanta, Lucca, San Miniato, San Gimignano, Monteriggioni, Siena e San Quirico d’Orcia.

Il percorso è per lo più collinare o pianeggiante, coi tipici tratti del paesaggio Toscano; prevale il terreno sterrato, composto principalmente da ghiaia fina, con alcuni tratti nel fango o su ghiaia più grossa; per questo motivo si consiglia una Mtb, almeno con ammortizzazione anteriore, oppure una gravel, una tipologia di bici estremamente versatile, perfetta per affrontare comodamente sia tratti su strada che off-roads non troppo impegnativi.

Il tracciato di base è modulabile in base al tempo a disposizione e alla preparazione atletica, ma di sicuro la scelta non manca! Sono moltissime le possibilità combinatorie così che non sarà difficile creare il proprio itinerario personale.

 


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