La segretaria generale del Comune di Nicosia ritiene che la delibera di approvazione del rendiconto 2018 sia regolare

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La regolarità o meno dell’approvazione della delibera sul rendiconto di gestione 2018 sta infiammando in questi giorni il dibattito politico tra amministrazione comunale ed i quattro consiglieri d’opposizione, Li Volsi, Giacobbe, Spedale e Scavuzzo, che hanno sollevato la questione.

L’8 gennaio la segretaria generale del Comune di Nicosia, Mara Zingale, ha inviato alla presidente del consiglio comunale, al sindaco ed alla giunta ai consiglieri comunali Li Volsi, Giacobbe, Spedale e Scavuzzo, ai dirigenti comunali, all’Assessorato regionale delle Autonomie Locali, al commissario ad acta Francesco Riela e alla Corte dei Conti, il proprio autorevole parere in merito a questa vicenda.

Pubblichiamo integralmente il parere della segretaria generale del Comune di Nicosia, così come abbiamo fatto con altri documenti ricevuti in questi giorni e che riguardano questa vicenda.

I Consiglieri mittenti, ritenendo la illegittimità della deliberazione di C.C. n.61 del 20.11.2019 e paventando danni alla “integrità patrimoniale del! ‘Ente n, chiedono alle Autorità destinatarie l’adozione dei “provvedimenti necessari e urgenti al fine di procedere alla legittima approvazione del rendiconto di gestione per l’esercizio 2018 … “, ed invitano, con diffida, il Presidente del Consiglio e il Commissario ad acta alla convocazione del Consiglio Comunale per l’approvazione del rendiconto medesimo.

La illegittimità della delibera di C.C. n.61/2019 discenderebbe dall’essere stata adottata con il voto favorevole di 8 consiglieri mentre, secondo la tesi dei denuncianti, ne sarebbero occorsi almeno 9, ossia “la maggioranza assoluta dei 16 presenti, tra i quali vanno certamente ricompresi i 3 consiglieri i quali hanno dichiaralo di astenersi”

I Consiglieri firmatari della nota in oggetto fondano il proprio convincimento sul tenore dell’art. 6 c. 3 bis L-R. 30/2000 che, nell’integrare il comma 1 dell’art.31 L.R. 48/1991, demanda ad apposito regolamento il funzionamento del Consiglio Comunale il quale “indica il numero dei consiglieri necessario per la validità delle sedute” (c.d. quorlum costitutivo o strutturale), senza nulla disporre in merito al c.d. quorum deliberativo o funzionale (ossia il numero di consiglieri necessario per ritenere approvate o meno le proposte in trattazione).

Da tale mancata espressa disciplina i quattro Consiglieri istanti traggono che la materia (del quorum funzionale) sia disciplinata dall’art. 184 dell’O.R.EE.LL. approvato con L.R. 1611963 che prevede che “le deliberazioni sono adottate col voto della maggioranza assoluta dei presenti. .. “.

Da tali (corrette) premesse, i firmatari della nota emarginata deducono (erroneamente) che gli astenuti (ai fini del quorum funzionale) vadano necessariamente computati tra i presenti e dunque concludono per la invalidità della delibera di C.C. 61/2019; per giungere a tali conclusioni gli istanti  (tralasciando l’inequivoco e decisivo disposto del regolamento del Consiglio Comunale di Nicosia) invocano due arresti giurisprudenziali che, invero, conducono all’opposta conclusione della perfetta validità della delibera qui in interesse.

Al fine della massima chiarezza sul punto pare opportuno partire proprio dal precedente citato dai Consiglieri Comunali istanti (alla luce del fatto che l’altro arresto -per nulla attinente alla materia in interesse -pare indicato per errore di trascrizione, ci si limiterà alla sentenza del T.A.R. Sicilia, Sede di Palermo, Sez. III, 18-20.12.2018 n.2694).

Davanti al T.AR. era impugnata una delibera del C.C. di Palermo sostenendo che illegittimamente si era ritenuta non approvata una proposta che (su 29 presenti) aveva riportato 14 voti favorevoli e 15 astenuti.

Il T.AR., motivando il rigetto del ricorso (dunque confermando la validità della delibera), ha riportato i riferimenti normativi trascritti dai Consiglieri firmatari della nota qui in riscontro ed ha richiamato il contenuto del regolamento del Consiglio Comunale di Palermo che (al contrario del regolamento del Consiglio di Nicosia) “nulla prevede in merito ad una specifica valutazione da effettuarsi nei confronti degli astenuti … ne deriva (continua il T.AR.) che, anche quando sia presente in aula il numero legale ai fini della validità della seduta la deliberazione non può comunque considerarsi comunque adottata se la stessa non abbia conseguito i prescritto quorum funzionale della maggioranza assoluta dei presenti tra i quali vanno e devono ovviamente essere computati anche gli astenuti”.

Continua poi la medesima sentenza nell’affermare testualmente: “la libertà dell’amministrazione comunale di procedere nella direzione ritenuta più opportuna ai fini che interessano, come peraltro evidenziato dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 78 del 1984″.

Ed è proprio la Corte Costituzionale (sent. n.78/1984 richiamata dal TAR Palermo n.2694/2018) a giudicare l’equiparazione dei presenti astenuti agli assenti (sul presupposto che astenersi è, al pari dell’assenza, un modo per esprimere la medesima volontà di non concorrere all’adozione dell’atto) compatibile con la previsione costituzionale della “maggioranza dei presenti” di cui all’art. 64 Cost.

Pertanto, non si pone affatto un problema di violazione della gerarchia delle fonti in quanto, ammettendo che il regolamento possa variamente disciplinare la valutazione dell’astensione, non si consente punto alla fonte subordinata (regolamento) di derogare a quella superiore (legge), trattandosi, piuttosto, di una potestà normativa di “integrazione”.

Nel medesimo senso si è espresso anche l’Assessorato Regionale agli Enti Locali nel formulare parere in tema: “il richiamato art. 184 dell’OR.EE.LL. non trova applicazione .., qualora l’ente locale, nell’esercizio dell’autonoma potestà regolamentare, ha disciplinato diversamente l’individuazione del quorum funzionale e le modalità di computo degli astenuti”.

Pertanto il quadro normativo della materia va cosÌ ricostruito:

  • le modalità di determinazione del quorum costitutivo o strutturale sono demandate ad apposito regolamento comunale (art. 6 c. 3 bis R. 30/2000);
  • il quorum deliberativo o funzionale è inderogabilmente individuato nella maggioranza dei presenti (art. 184 dell’O.R.EE.LL.);
  • il regolamento comunale, in tema di quorum deliberativo, può disciplinare la valutazione degli astenuti e dunque stabilire se computarli o meno tra i presenti;

Proprio in tema di votazione finale e di valutazione del computo degli astenuti, il regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale di Nicosia così dispone espressamente (art. 52 c.5):

“la proposta si intende approvata se ottiene la maggioranza assoluta dei presenti, salvo che la legge o lo statuto preveda una maggioranza speciale, e votanti, esclusi gli astenuti. I consiglieri comunali astenuti si contano nel computo del numero legale ma non in quello dei votanti”.

Nessuna altra norma del medesimo regolamento disciplina la posizione degli astenuti ne vi è altra norma regolamentare che faccia un espresso richiamo o rinvio all’applicazione dell’art 184 dell’ordinamento degli enti locali.

E’ dunque sulla scorta del valido ed inequivoco dato testuale del vigente regolamento – peraltro costantemente interpretato ed applicato nel senso qui esposto – che il Consiglio Comunale ha validamente adottato la deliberazione n.61/2019.

 


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redazione

Redazione TeleNicosia.it fondata nel luglio del 2013. La testata è iscritta al Tribunale di Nicosia al n° 2/2013.

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