La UIL-FPL sollecita l’ispezione dei NAS nei locali della Cardiologia dell’Ospedale Umberto I di Enna per l’utilizzo dell’apparecchio che emette raggi X

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Pubblichiamo il comunicato ricevuto dalla segreteria provinciale della Uil-Fpl.

La segreteria provinciale UIL FPL di Enna, nella persona del segretario provinciale con delega alla Sanità, Gaetano Faraci, ritiene doveroso puntualizzare su alcune dichiarazioni apparse sulla stampa il 27 aprile 2019 da parte del primario della Cardiologia di Enna, dottore Lello Vasco.

Fa parte del dna della UIL FPL, in uno con il proprio quadro dirigente di dare sempre il proprio contributo costruttivo finalizzato al miglioramento dell’efficienza dei servizi, nel rispetto dei dettami legislativi vigenti, che non emana la UIL FPL, ma sono frutto di un attento e scrupoloso lavoro da parte degli organi di governo di concerto con gli Ordini Professionali.

Entrando nel merito della richiesta d’indagine ispettiva da parte dei NAS sull’eventuale utilizzo di un apparecchiatura che emette raggi x in cardiologia presso l’Ospedale Umberto I di Enna, si voleva portare a conoscenza dell’opinione pubblica che in data 24 aprile 2012 con protocollo numero 1119 il direttore sanitario di presidio dottore Emanuele Cassarà, dopo aver consultato il responsabile del servizio Prevenzione e Protezione, emana una disposizione operativa che il primario di Cardiologia parrebbe non avere mai osservato e probabilmente disatteso.

La UIL attraverso la richiesta dei Nas sta cercando di porre fine all’utilizzo improprio delle apparecchiature che emettono raggi x come l’amplificatore di brillanza per attività complementare che pur in collaborazione di altri medici specialisti e di esclusiva competenza del tecnico di Radiologia.

Va chiarito attraverso il controllo dei Nas che la gestione di tutte le apparecchiature di radiologia in un ospedale è di competenza del responsabile dell’impianto radiologico (primario di Radiologia), il quale per l’utilizzo degli i stessi apparecchi si avvale del proprio personale anche per le attività complementari di competenza di altri specialisti come ad esempio i cardiologi.

L’organizzazione sindacale UIL FPL vuole altresì portare a conoscenza l’opinione pubblica che in data 21 gennaio 2015 il presidente nazionale, Alessandro Breux, emette apposita nota dove chiarisce il significato di attività radiodiagnostica complementare in merito all’utilizzo delle apparecchiature che emettono raggi x.

In data 7 agosto 2015, anche a seguito delle ripetute sollecitazioni da parte degli operatori in merito al corretto utilizzo delle apparecchiature radiologiche, l’ordine professionale dei Tecnici Sanitari di Radiologia della provincia di Enna inviava apposita nota via pec alle ore 11.42 al direttore generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Enna in merito all’indispensabile presenza del professionista Tecnico Sanitario d Radiologia Medica nell’attività radiodiagnostica complementare.

Infine, parrebbe in prima ipotesi da voci di corridoio che il direttore dell’Unità operativa di Radiologia, dottore Gaetano Alberghina, abbia chiesto agli organi competenti ispettivi d’intervenire per porre fine ad una vicenda che lo vedeva responsabile di una apparecchiatura radiologica presso l’Unità Complessa di Cardiologia senza che lo stesso nei fatti ne avesse la gestione quotidiana diretta con il relativo utilizzo del proprio personale debitamente formato quali i  tecnici sanitari di Radiologia.

Non risulta a questa organizzazione sindacale di corsi di formazione specialistici quinquennali di altre figure professionali in seno all’Asp di Enna che siano i tecnici di Radiologia, i quali devono essere acquisiti prima dell’utilizzo delle apparecchiature di radiologia e poste al vaglio della commissione di rischio radiologica che in seno all’Asp di Enna parrebbe non essere costituita nella sua interezza essendo un obbligo di legge.

La Segreteria Provinciale UIL FPL

Dr. Gaetano Faraci

Dr. Giuseppe Adamo

 


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redazione

Redazione TeleNicosia.it fondata nel luglio del 2013. La testata è iscritta al Tribunale di Nicosia al n° 2/2013.

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