L’ANCE di Enna interviene sull’inchiesta della Procura palermitana che ha visto come teatro anche alcuni appalti nell’ennese

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Sabrina Burgarello, presidente ANCE Enna: “Tutto il nostro ringraziamento per lo sfrorzo investigativo che gli inquerenti hanno fatto per svelare le circostanze di un sistema collaudato di corruzione ed un plauso all’imprenditore che ha alzato il velo esponendosi in prima persona. E’ un esempio che mi auguro sia seguito da tante altre imprese serie e che non vogliono più sottostare a ricatti ed estorsioni per fare il loro lavoro“.

Questo il commento della giovane presidente dei costruttori ennesi all’indomani delle misure cautelari che hanno riguardato 6 funzionari infedeli ed 8 tra professionsti ed imprenditori compiacenti, che avevano messo in piedi un sistema corruttivo sui lavori affidati dal Provveditorato Opere pubbliche.

Le nuove norme agevolano e consentono la denuncia con più sicurezza, ma la vera svolta deve essere nelle coscienze e nella cultura imprenditoriale di chi sceglie di misurarsi non su quanto sei “spertu” ma su quanto sei bravo. La nostra associazione da anni ha inserito nel proprio codice etico il reato di corruzione tra quelli per i quali si è obbligati a denunciare e finalmente si cominciano a vedere i risultati sul piano culturale. La vera battaglia per rilanciare gli investimenti deve passare dal rispetto delle regole: niente corsie privilegiate, niente affidamenti su inviti, niente massimi ribassi camuffati e niente estorsioni a danno delle imprese o dei lavoratori che spesso sono chiamati a co-finanziare i costi della corruzione. Le norme ci sono e l’ultimo sblocca cantieri che ha ridotto gli spazi per le procedure negoziate e per la fantomatica Offerta più vantaggiosa vanno nella direzione giusta dato che da tempo segnialiamo queste procedure come fortemente indiziate di corruzione, ma senza un moto di coscienze non si riuscirà a limitare il fenomeno”.

 


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