Le tavolate di San Giuseppe al tempo della Pandemia

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La festa di San Giuseppe come testimoniato dalla Professoressa Fatima Giallombardo e dal Professore Ignazio Buttitta è un rito molto diffuso in tutta la Sicilia con forme rituali più diverse, fuochi, allestimento di altari consumazione di pasti sacri, canti e preghiere (Bonazinga, Giordano).

Questo rito per noi siciliani rappresenta molto di più della semplice festa, ovvero dell’abituale sospensione del tempo, è l’unione dell’uomo al sacro, una manifestazione di speranza e fiducia e condivisione.

E’ sufficiente osservare la storia e vedere come il susseguirsi di questa festa da fatto familiare si sia trasformato in una festa di aggregazione portando persino a alcune aree della nostra terra a sviluppare uno specifico movimento turistico in tale occasione, per esempio a Leonforte o a Valguarnera in provincia di Enna.

Le recenti disposizioni a tutela della salute pubblica hanno spostato, queste manifestazioni ormai divenute pubbliche.

Per esempio le tavolate di San Giuseppe in Leonforte restano iscritte al registro delle eredità immateriali della nostra terra, a questo punto sorge la domanda: Fare o non fare la Festa? Aspettare?

Io credo che si debba guardare al rito in sé al suo etimo arcaico e intimo, la storia insegna che le promesse fatte al Santo, secondo quanto ho rilevato nelle mie ricerche per la mia tesi di laurea su Villadoro , piccolo paesino della provincia di Enna, nascevano proprio in momenti di difficoltà “ fai tornare mio marito dalla guerra”, “ fai che mio figlio guarisca “ o “ che trovi il lavoro”, erano queste le prumsioni o promesse ..  Anche qui come in altre parti la festa da fatto ristretto si è trasformato in un momento ampiamente condiviso e aperto.

Dunque, non potendo scendere in piazza per accendere Vampe restiamo in casa ad accendere una piccola candela, non potendo allestire altari con le vicine più brave consumiamo il nostro tempo in casa a prepararne uno piccolo nello spazio posseduto, non potendo consumare pasti condivisi e sacri condividiamo il cibo con i familiari, e poi ricordiamoci di fotografare questi momenti e condividerli via social con chi è lontano da noi , ricordiamoci della bellezza della nostra terra anche in questi momenti così ostili.  Canzoni e preghiere possono essere condivise  e ancora insegnate e tramandate alla memoria via youtube o sui social.

Perché sono certa che questo momento passerà! ma non dobbiamo mai dimenticare di custodire il valore della memoria immateriale, poiché questa è evanescente, di insegnare seppur reinterpretando forme ciò che appartiene alla nostra storia alla nostra identità.

Perché nel rispetto delle norme vigenti di ciò che siamo stati, siamo e saremo che troveremo le forze, ad andare avanti.

Voglio infine far riflettere chi si occupa di turismo, o di fotografia o di bellezza in generale : non smettete di condividerla nei social, ne abbiamo bisogno! Abbiamo bisogno che lanciate messaggi anche positivi sul vostro lavoro, perché prima o poi, si dovrà ripartire e noi dovremo essere pronti a rifarlo con le migliori energie e maggiori consapevolezze.

Sallustio disse che bisogna lasciare di noi quanto più duraturo il ricordo, e noi non possiamo permetterci di dimenticare, ma possiamo continuare a mantenere attive le forme che ci hanno reso evoluti con modalità diverse, ma sempre attive e vitali.

Che San Giuseppe ci protegga a tutti!

Francesca Sforza

 


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redazione

Redazione TeleNicosia.it fondata nel luglio del 2013. La testata è iscritta al Tribunale di Nicosia al n° 2/2013.

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