L’Ecomuseo Petra D’Asgotto insieme ai Comuni di Cerami, Nicosia e Sperlinga presenta un progetto di sviluppo e valorizzazione del territorio – VIDEO

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Che sia tempo di unire le forze e di portare avanti progetti tra comunità coese e con unione d’intenti lo si è finalmente capito e dopo la stipula del protocollo d’intesa di inizio maggio tra il Comune di Cerami e l’Ecomuseo Petra D’Asgotto di Nicosia, questa visione comune prende vita e si fa strada.

Durante l’assemblea dei soci dell’Ecomuseo Petra D’Asgotto che si è tenuta domenica 26 maggio nell’ex aula udienze del palazzo di giustizia, è stato presentato ai soci il progetto di sviluppo e valorizzazione del territorio che coinvolge le amministrazioni di ben tre comuni, Cerami, Nicosia e Sperlinga e l’Azienda Speciale Silvo Pastorale di Nicosia.

Presenti all’incontro il sindaco di Nicosia, Luigi Bonelli, il sindaco di Sperlinga, Giuseppe Cuccì, il presidente del consiglio comunale di Cerami, Giuseppe Lombardo e la presidente dell’Azienda Speciale Silvo Pastorale di Nicosia, Maria Letizia D’Amico. Poco prima dell’inizio del dibattito i quattro rappresentanti degli enti hanno ricevuto una targa dalla presidente dell’Ecomuseo, Pina La Giusa e l’assegnazione del titolo di socio onorario dell’associazione.

Salvatore Burrafato membro del direttivo dell’Ecomuseo ha illustrato la “mission” dell’associazione il cui progetto di coinvolgimento dei comuni in progetti di valorizzazione del territorio, rientra perfettamente nell’attività associativa e diventa nel contempo motore e stimolo per gli enti coinvolti.

L’architetto Maurizio Campo ha illustrato nei dettagli il progetto che coinvolge l’Ecomuseo Petra D’Asgotto e gli enti, come si svilupperà nel tempo e come nel concreto sia i Comuni coinvolti che l’Ecomuseo svolgeranno il loro ruolo all’interno di queste progettualità.

Il dottore Giovanni D’Urso membro del comitato scientifico dell’Ecomuseo ha illustrato alcune idee, progetti e percorsi tematici che potrebbero sviluppare l’economia turistica di un territorio semplicemente sfruttando la storia ed i luoghi poco conosciuti e sfruttati, come ad esempio le regie trazzere, ma carichi di storia e di contenuti.

I quattro rappresentanti degli enti hanno ben accolto l’invito dell’Ecomuseo e sono tutti consapevoli che oggi il “far rete” non è un semplice slogan, ma un modus operandi per sopravvivere, per sviluppare l’economia di un territorio attraverso nuove idee. Si deve abbattere il muro del campanilismo che porta alla morte dei territori e la cui unione invece può riportare un seme di sviluppo che permetta quanto meno di invertire la tendenza che in questi ultimi anni ha portato allo svuotamento di territori e all’emigrazione di giovani e famiglie verso le mete costiere dell’Isola.

 


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