Leonforte, la Polizia di Stato in meno di 24 ore arresta due volte un uomo per detenzione e spaccio di hashish e per detenzione illegale di una pistola – VIDEO

Condividi l'articolo su:

Nell’arco di meno di 24 ore gli uomini della Squadra Mobile di Enna insieme ai colleghi del Commissariato di P.S. di Leonforte hanno arrestato due volte il 32 enne pregiudicato leonfortese Gaetano Cocuzza. La prima volta nella tarda serata del 16 aprile è stato arrestato per detenzione e spaccio di hashish e la seconda, nella notte a cavallo tra il 17 ed il 18 aprile per il reato di detenzione di arma e munizionamento da guerra, arma pure clandestina, nonché per il reato di ricettazione.

Nel pomeriggio del 16 aprile gli agenti della Squadra mobile di Enna e del Commissariato di P.S. di Leonforte sorprendevano per le vie del centro Gaetano Cocuzza. L’uomo alla vista dei poliziotti iniziava ad assumere un atteggiamento di nervosismo, come a volersi “defilare”, dalla loro attenzione. Cocuzza veniva pertanto sottoposto a controllo e successivamente a perquisizione, ritenendo che potesse detenere sostanze stupefacenti o psicotrope.

La perquisizione veniva estesa anche all’abitazione dell’uomo e, dopo una minuziosa attività di ricerca, in un balcone dell’immobile, ben occultata all’interno del vano caldaia, venivano rinvenuti due panetti di hashish, del peso complessivo di circa 150 grammi; all’interno dell’abitazione, inoltre, veniva rinvenuto un  bilancino di precisione, utilizzato per la pesatura dello stupefacente, della carta stagnola utilizzata per il confezionamento delle dosi e due coltelli intrisi di sostanza stupefacente utilizzati per tagliare l’hashish. La perquisizione permetteva di rinvenire, inoltre, la somma in contanti di 310 euro, in banconote di piccolo taglio, evidentemente provento dell’attività di spaccio posta in essere dal Cocuzza.

Alla luce della prima attività di indagine, l’uomo veniva arrestato per i reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e violazione delle prescrizioni in materia di libertà vigilata, misura a cui è sottoposto e, pertanto, su disposizione del pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna, veniva tradotto presso il carcere di Enna, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

All’esito del giudizio di convalida del primo arresto, il Gip presso il Tribunale di Enna disponeva che il Cocuzza fosse posto agli arresti domiciliari.

Pertanto, nella tarda serata del 17 aprile, il Cocuzza rientrava presso la sua abitazione. Tuttavia, l’incessante attività investigativa dei poliziotti, li determinava a ripetere la perquisizione, questa volta andando oltre le strutture presenti nell’immobile, utilizzando un metal detector e all’interno del garage dell’abitazione dell’uomo veniva individuato un lavandino, che, al passaggio del dispositivo elettronico, dava segnali della presenza del metallo. I poliziotti, a questo punto, demolivano la struttura del sanitario, trovandovi all’interno una pistola, del tipo di quelle in uso esclusivo alle Forze Armate e di Polizia, pertanto, considerata “arma da guerra”. In particolare si trattava di una pistola “Beretta” calibro 9×19 parabellum, completa di caricatore e munizioni, rubata ad un appartenente alle forze dell’ordine alcuni anni fa. La pistola era in perfetto stato di conservazione, in quanto ricoperta di uno strato di grasso. Fra l’altro, uno dei vari segni distintivi dell’arma era stato abraso, motivo per cui l’arma viene definita anche clandestina.

Gaetano Cocuzza, pertanto, arrestato due volte in meno di ventiquattro ore, su disposizione del pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna, veniva tradotto nuovamente presso il carcere di Enna, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

 


Condividi l'articolo su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *