Mafia dei Nebrodi a Troina e Cerami, la Polizia di Stato ha arrestato due esponenti di “cosa nostra” che dovranno scontare una condanna definitiva

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Le indagini della Squadra Mobile di Enna coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Caltanissetta hanno avuto inizio nel 2013 e sono durate oltre due anni.

L’articolata e complessa attività investigativa ha permesso di disarticolare due diversi gruppi criminali operanti a Troina e Cerami. I criminali erano riusciti a controllare territori geograficamente isolati dell’entroterra siciliano, posti al limite delle province di Enna, Catania e Messina.

La capacità delinquenziale dei sodalizi di Troina e Cerami si evidenziava per la perfetta organizzazione del gruppo, strutturato ed ordinato gerarchicamente secondo criteri paramilitari, con vertici di comando privi di scrupoli e particolarmente determinati per imporre la propria presenza sul territorio.

Le indagini esperite dalla Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile, nel periodo compreso tra il 2013 ed il 2015, permettevano di individuare i referenti di “cosa nostra” nel comune di Troina.

Dallo sviluppo dell’attività investigativa emergevano le intimidazioni rivolte ad esponenti politici locali finalizzate a farli desistere dalle attività di promozione della cultura della legalità e di istituzione della associazione antiracket.

Oltre al gruppo di Troina vi era anche il gruppo di Cerami, anch’esso impegnato prevalentemente nelle attività di estorsione ai danni dei commercianti della zona. Oltre ai reati di estorsione il gruppo ha commesso anche una gravissima rapina ai danni di un’anziana signora, sottraendole oltre 15.000 euro, privandola della libertà personale.

Le attività d’indagine, per la loro complessità, sono state suddivise in due distinte operazioni denominate “Discovery 1 e 2” portate a termine entrambe nel 2015.

Nel 2016 il Tribunale di Caltanissetta emetteva una sentenza di condanna a carico degli indagati, con pene dai 3 ai 18 anni.

Parte dei condannati ricorreva prima in Appello e successivamente in Cassazione. In data 29 gennaio 2021 presso la Prima Sezione della Suprema Corte di Cassazione sono stati discussi i ricorsi presentati dagli odierni condannati. La Cassazione ha rigettato il ricorso di Giuseppe Zitelli, nato a Troina il 7 settembre 1978, pertanto lo stesso dovrà espiare ancora quasi 8 anni di carcere e pagare la multa di 12.000 euro per aver commesso i reati di rapina ed estorsione aggravati dall’aver compiuto i fatti con la metodologia mafiosa.

Inoltre, è stato rigettato il ricorso presentato da Gaetano Sotera, nato a Nicosia il 14 luglio 1988; il criminale dovrà scontare la pena di quasi 9 anni e pagare una multa di 9.000 euro per aver commesso il reato di rapina aggravata.

Per gli altri sodali, tutti catturati nell’ambito delle operazioni condotte dalla Polizia di Stato, sarà la Corte d’Appello di Caltanissetta che dovrà decidere in quanto la Corte di Cassazione ha rinviato gli atti processuali accogliendo in parte i ricorsi.

Non appena la Corte di Cassazione si è pronunciata sui ricorsi, i poliziotti della Squadra Mobile e del Commissariato di Nicosia hanno dato avvio alle ricerche dei condannati. Nelle prime ore di ieri entrambi i destinatari sono stati individuati e arrestati. Dopo aver appurato l’identità dei due arrestati anche grazie alla Polizia Scientifica, i condannati sono stati accompagnati in carcere per scontare la pena definitiva.

 


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redazione

Redazione TeleNicosia.it fondata nel luglio del 2013. La testata è iscritta al Tribunale di Nicosia al n° 2/2013.