Nicosia, aggiornato il Piano comunale di Protezione civile per le calamità naturali

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Il primo agosto, la giunta comunale ha approvato l’aggiornamento del Piano comunale di Protezione civile, l’ultimo aggiornamento risaliva al mese di giugno 2016.

Il Piano è stato redatto dall’ingegnere Yuri Festanio, che ha ricevuto l’incarico alla fine di dicembre dello scorso anno ed ha consegnato tutti i 26 elaborati l’8 aprile di quest’anno.

Il nuovo Piano si rifà al nuovo codice della Protezione civile (Decreto legislativo n. 1 del 2 gennaio 2018), con il quale è riformata tutta la normativa in materia. I principali elementi di novità introdotti dal codice riguardano la previsione e la prevenzione, la gestione delle emergenze nazionali, la durata dello stato di emergenza la pianificazione e i rischi di protezione civile, i centri di competenza e la partecipazione dei cittadini alle attività di protezione civile.

Il Piano di protezione civile è uno strumento indispensabile per fronteggiare le emergenze in aree soggette a rischi naturali. E’ inoltre uno strumento necessario quando tali fenomeni si sviluppano con ridotta frequenza anche a seguito di interventi strutturali che comportano, comunque, il perdurare di un rischio residuale.

Nel Piano si legge che il Comune di Nicosia è inserito in una zona sismica 2, dove 1 è il massimo e 4 il minimo. In pratica Nicosia si trova in una zona con pericolosità sismica media dove possono verificarsi forti terremoti.

Per quanto riguarda i dissesti idrogeologici il territorio del Comune di Nicosia, all’interno del territorio provinciale, presenta, in termini di tasso di pericolosità e rischio (sia numerici che di estensione di superficie esposta), il maggior numero di dissesti, circa 549.

Nel Piano sono stati inclusi 26 elaborati tra cui spicca il regolamento che disciplina la costituzione e l‘organizzazione di una struttura comunale permanente di Protezione civile.

Il “Piano Neve”, strumento prettamente operativo, è finalizzato all’organizzazione delle operazioni volte a limitare i disagi ed i pericoli derivanti dalla formazione di ghiaccio sulle strade o precipitazioni nevose.

Presentate le schede degli Edifici Strategici che sono quelli che hanno funzioni gestionali al verificarsi dell’emergenza. Gli Edifici Sensibili e Tattici sono quelli di interesse pubblico ed artistico, che per la loro particolare esposizione e fruizione, devono essere oggetto di azioni urgenti e straordinarie per il controllo, l’evacuazione e la salvaguardia di beni e persone in essi contenuti.

Interessante l’individuazione delle 12 aree di attesa o meeting point, punti di raccolta della popolazione al verificarsi di un evento calamitoso, delle 3 aree di ricovero, idonee per realizzare tendopoli, aree per camper o container, al fine di offrire un primo ricovero alla popolazione e delle 4 aree di ammassamento, aree idonee per ospitare i soccorritori.

Secondo il piano, potenzialmente un forte sisma potrebbe provocare crolli, anche parziali, (cornicioni, mensole, etc.) nel 54% (2736) di abitazioni e far rimanere fuori dalle proprie abitazioni circa il 38% (6146) di persone, di cui 2513 famiglie con oltre il 18% di persone di oltre 70 anni, non escludendo possibili feriti e qualche decesso.

Su 14 edifici scolastici di ogni ordine e grado, 8 sono ubicati all’interno delle aree a maggior rischio sismico. L’Ospedale “Carlo Basilotta” si trova in una zona di espansione, ma in caso di impraticabilità dell’unica strada di accesso (Via S. Giovanni) la struttura rimarrebbe isolata. Il 65% degli edifici pubblici (Uffici comunali, Uffici Giudiziari, Uffici Amministrativi vari) sono ubicati nei settori a maggior rischio. La Biblioteca Comunale, con libri di inestimabile valore, è posta all’interno dell’edificio che ospitava il Palazzo di Giustizia (anni ‘70), oggi sede del Commissariato della Polizia di Stato, con un’unica via di accesso.

Il Piano, inoltre, offre dei consigli alla popolazione e norme comportamentali per i casi di alluvione, rischi idrogeologici, terremoti, incendi boschivi, neve e gelo e ondate di calore, insieme a modelli di intervento per i casi in cui si verifichino queste calamità.

 


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