Nicosia, avviata raccolta firme per vietare i mezzi pesanti sulla SP39 dell’Altesina

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Una raccolta firme promossa dall’avvocato Gianfranco Castrogiovanni ha portato l’amministrazione comunale di Nicosia a coordinarsi con l’amministrazione provinciale di Enna e i consiglieri del territorio, Castello, Di Costa,  Pagliazzo e Scavuzzo, per affrontare l’emergenza viabilità sulla Strada Provinciale 39 dell’Altesina. L’istanza, indirizzata al presidente del Libero Consorzio Comunale di Enna Piero Capizzi, al prefetto Maria Carolina Ippolito e al sindaco di Nicosia Luigi Bonelli, chiede l’immediata interdizione al traffico pesante di un’arteria già fragile e pericolosa.​

Il problema della SP39

La Strada Provinciale 39, che collega Nicosia e Villadoro con il capoluogo ennese, presenta caratteristiche strutturali critiche: una carreggiata di appena 4 metri di larghezza, un percorso tortuoso con numerose curve a visuale chiusa e pendenze variabili. Nonostante i recenti interventi dell’Ente proprietario, la strada è diventata sistematicamente percorsa da grossi mezzi d’opera – presumibilmente impegnati nei lavori di raddoppio della linea ferroviaria Palermo-Catania – che effettuano fino a nove viaggi giornalieri con masse superiori alle 40 tonnellate.​

Rischi per la sicurezza

I firmatari dell’istanza denunciano gravi rischi per l’incolumità personale degli automobilisti che quotidianamente utilizzano la SP39 per ragioni di lavoro, studio o per accedere ai servizi pubblici di Enna. Diversi cittadini hanno riferito di aver evitato “per un soffio di essere letteralmente schiacciati” dagli enormi autocarri che percorrono l’arteria a velocità inadeguata. La larghezza dei mezzi pesanti impegna oltre la metà della ridotta carreggiata, creando situazioni di pericolo estremo soprattutto all’uscita delle curve a visuale chiusa.​

Territorio fragile

Il territorio attraversato dalla SP39, caratterizzato da terreno argilloso, è particolarmente franoso e soggetto a continui smottamenti, aggravati dai recenti fenomeni atmosferici estremi come le “bombe d’acqua”. Le opere di contenimento e i ponticcioli esistenti furono progettati per un traffico veicolare leggero e non possono sostenere lo stress del passaggio continuo di mezzi con carico ponderale così elevato. Secondo i firmatari, continuare a consentire il transito dei mezzi pesanti equivale a “distruggere deliberatamente” un’arteria fondamentale per il collegamento con Enna.​

La petizione chiede il divieto immediato di transito per tutti i veicoli con massa superiore a 35 quintali, prima che si verifichino danni irreparabili al patrimonio stradale e, soprattutto, alle persone. L’iniziativa ha raccolto decine di firme tra cittadini, professionisti e avvocati del territorio nicosiano.​

 


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