Nicosia, Barbara Bartolotti racconta la sua storia di violenza in “Libera di vivere” dopo il tentato femminicidio

Incontro Barbara Bartolotti Nicosia 1
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I clubs services di Nicosia hanno organizzato giovedì 28 novembre un doppio incontro pubblico con Barbara Bartolotti, sopravvissuta a un tentato femminicidio avvenuto nel 2003 e autrice del libro “Libera di vivere”. L’iniziativa, promossa da Rotary Club, Lions, Kiwanis, FIDAPA e Federcasalinghe Obiettivo Famiglia, ha visto una grande partecipazione sia nella sessione mattutina dedicata agli studenti che in quella pomeridiana aperta alla cittadinanza.

Due momenti di confronto tra scuole e comunità

L’evento si è articolato in due sessioni. Durante la mattinata, presso l’aula magna dell’Istituto di Istruzione Superiore “Alessandro Volta”, gli studenti delle ultime classi hanno ascoltato la testimonianza diretta di Barbara Bartolotti, vittima di una violenza brutale che l’ha segnata profondamente. Nel pomeriggio, l’incontro è proseguito presso l’auditorium dell’Istituto superiore Fratelli Testa con la partecipazione di esperti del settore e delle istituzioni locali.

Barbara BartolottiLa drammatica testimonianza di Barbara Bartolotti

L’autrice ha raccontato nei dettagli l’aggressione subita, caratterizzata da una violenza estrema: colpita con un martello, accoltellata e infine cosparsa di liquido infiammabile e data alle fiamme. Barbara è sopravvissuta ma ha perso il bambino che portava in grembo e ha dovuto affrontare un lungo calvario con quattordici interventi chirurgici. Durante la presentazione ha mostrato anche le immagini del suo corpo devastato, definendo il suo aggressore un “mostro”.

Gli interventi degli esperti e i dati allarmanti

Nella sessione mattutina, moderata dall’avvocato Salvatore Timpanaro, sono intervenuti diversi professionisti del settore. La dottoressa Vita Mongelli, dirigente psicologa presso l’IRCCS Oasi Maria SS di Troina, ha illustrato i sintomi premonitori della violenza di genere, mentre Francesco Muffoletto, commissario capo del Commissariato di Nicosia, ha presentato i dati statistici allarmanti sulla violenza sessuale in Italia. L’avvocato Maria Michela Trovato, penalista del foro di Catania, ha concluso parlando del recente “Codice Rosso”.

Il contributo delle istituzioni e della Chiesa

L’incontro pomeridiano, moderato dalla dottoressa Salvatrice Rizzo, dirigente generale della Funzione Pubblica presso la Regione Siciliana, ha visto la partecipazione dell’avvocato Antonio Bevilacqua, presidente del Comitato pari opportunità dell’Ordine Forense di Enna, del dottor Giancarlo Rapisarda, primo dirigente della Polizia di Stato e della dottoressa Maria Giusy Cannio, psicoterapeuta responsabile di “Casa Rifugio”.

La dott.ssa Mariaelena Costa, ricercatore in Storia Moderna dell’Università di Catania, ha esposto i casi di “stupri e seduzione nella sottointendenza di Nicosia” dal 1820 al 1860, offrendo così uno spaccato storico sulla storia delle donne nel nostro territorio.

Particolarmente apprezzato è stato l’intervento del vescovo della Diocesi di Nicosia, monsignor Giuseppe Schillaci.

 


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