Nicosia, dopo quasi 50 anni finalmente al via i lavori per il depuratore

depuratore mammafiglia
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Svolta storica per Nicosia nella gestione delle acque reflue: sono iniziati a fine luglio i lavori di manutenzione straordinaria del depuratore di contrada Mammafiglia, segnando l’inizio della risoluzione di una vicenda che si trascinava dal 1979. L’amministrazione comunale ha inoltre parteciperà al bando del Dipartimento regionale dell’Acqua e dei Rifiuti, in scadenza a fine settembre 2025, per la costruzione di due nuovi impianti: il primo di risalita delle acque reflue a Prati Gurri e il secondo depuratore in contrada Magnana.

Una storia lunga 46 anni

La complessa vicenda del depuratore di Nicosia inizia nel 1979 quando l’Assessorato regionale territorio e ambiente concesse il primo finanziamento di 300 milioni di lire. Nel 1981 arrivò un secondo contributo di 650 milioni, integrato con fondi comunali fino a raggiungere circa un miliardo di vecchie lire.

Il progetto, redatto dall’ingegnere Franco Barberi, vide l’inizio dei lavori nel 1984 con la ditta Ricottone Giuseppe di Caltanissetta, completati nel 1991. Da qui iniziò un lungo calvario burocratico che ha attraversato decenni: nel 1989 venne nominato collaudatore l’ingegnere Francesco Sabella, che nel 1993 trasmise un certificato di collaudo favorevole. Tuttavia, la morte del presidente della commissione collaudo Filippo Costanzo nel 1991 complicò le procedure.

Si susseguirono diversi collaudatori: Achille Orlando (dal 1992 al 1997), Girolamo Campanella (1998-1999) e Felice Ugliarolo (dal 2011). Quest’ultimo, dopo aver esaminato la documentazione risalente a 15 anni prima, nel 2013 segnalò l’impossibilità di redigere il collaudo tecnico-amministrativo per mancanza di documentazione adeguata.

La svolta del 2017

Il momento decisivo arrivò nel gennaio 2017, quando il sindaco Bonelli nominò come nuovo collaudatore il dirigente dell’ufficio tecnico comunale, l’ingegnere Nino Testa. A febbraio dello stesso anno, Testa dichiarò i lavori “non collaudabili” a causa dell’esito negativo degli accertamenti effettuati. Questo collaudo negativo, paradossalmente, sbloccò la situazione permettendo il trasferimento dell’impianto all’ATO 5 e al gestore Acquaenna.

Nel febbraio 2022, il Ministero della Transizione Ecologica ha approvato l’accordo di programma per la realizzazione di interventi di miglioramento del Servizio Idrico integrato, garantendo la copertura finanziaria necessaria.

Le dichiarazioni dell’amministrazione

Il sindaco Bonelli ha espresso soddisfazione per il raggiungimento di questo traguardo: “Fin dal nostro insediamento, abbiamo fatto della risoluzione di questa complessa vicenda una priorità assoluta. Siamo riusciti a trovare una soluzione che ha superato l’impasse e il continuo rimpallo di responsabilità tra gli assessorati regionali territorio e ambiente ed energia. Il collaudo negativo del 2017, condotto dall’ingegnere Nino Testa, si è rivelato paradossalmente la chiave di volta per avviare il processo risolutivo che oggi porta finalmente a compimento questa lunga odissea burocratica.”

L’assessore Zappia ha sottolineato l’importanza ambientale dell’intervento: “Questo rappresenta il più significativo intervento di tutela ambientale portato a termine dalla nostra amministrazione. L’impatto positivo sul territorio sarà enorme: elimineremo definitivamente i rischi di inquinamento ambientale che hanno pesato sulla nostra comunità per troppi anni. Il nuovo sistema di trattamento delle acque reflue, con tecnologie all’avanguardia, garantirà benefici concreti e duraturi per tutti i cittadini nicosiani, migliorando la qualità della vita e la sostenibilità del nostro territorio.”

Il futuro del sistema depurativo

La soluzione prevede un approccio integrato: il depuratore di Mammafiglia, dopo i lavori di manutenzione straordinaria, lavorerà in sinergia con i due nuovi impianti. Il sistema di risalita di Prati Gurri convoglierà le acque reflue verso il nuovo depuratore di contrada Magnana, creando finalmente una rete in grado di coprire l’intero territorio comunale.

Dopo quasi mezzo secolo di attesa, Nicosia si appresta a risolvere definitivamente una delle questioni infrastrutturali più annose della sua storia recente, garantendo ai cittadini un servizio essenziale e una maggiore tutela ambientale.



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