Nicosia e la chiesa dei miracoli

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Vi è a Nicosia un quartiere denominato Miracoli, delimitato dalla “Colletta” (“Cuddetta”, Colletta, piazza S. Francesco di Paola) e dalla via Belviso, che prende nome dal predicato gentilizio del primo vescovo di Nicosia, mons. Gaetano Avarna dei duchi di BELVISO, che la fece costruire a sue spese perché, dal 1818 in poi, abitava a Villa Villa Speciale di Monteoliveto.
Come tutti i quartieri nicosiani, è suddiviso in “rughe”, “vanedde” e “quintane”: vicoli e vicoletti (vicolo 1°, vicolo 2°…).
Ebbene! Quasi nessuno conosce l’etimo di questo toponimo. Semplicissimo, o quasi. Si chiama così perché vi sorgeva la chiesa di S. Maria dei Miracoli.
Dove esattamente? Dove oggi – alla fine della larga via Miracoli – sorge un supermercato, già prima “Acqua & Saponi”. <<La chiesa – dice il buon canonico Bartolomeo Provenzale (nella sua manoscritta storia di Nicosia,  1695) – teneva alcuni quadri di pregio>> . Vi era “la Compagnia delli Cappuccinelli”, che negli anni ’30 del 700 era frequentata anche dal giovanissimo Giacomo Amoruso in attesa di entrare nel convento dei Cappuccini (il ché avverrà dopo ben sette rifiuti!), dove prenderà il nome di fra’ Felice (in seguito Beato e poi Santo dal 2005).
La chiesa dei Miracoli (che apparteneva alla parrocchia del SS.Salvatore) è stata distrutta negli anni ’60 del ‘900 per far posto prima ad un Istituto professionale per l’agricoltura (vi insegnava e lo dirigeva u baruneddu Gaetano La Motta di Salinella), poi ad una sala parrocchiale ed infine ad un supermercato.
Sic transit etiam gloria ecclesiarum !
Nino Contino

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Maria Teresa La Via

Maria Teresa La Via, giornalista nata a Nicosia, attuale direttore di TeleNicosia

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