Nicosia è un comune virtuoso per il gioco d’azzardo, Enna è la provincia più virtuosa d’Italia

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Con 647 euro di giocate pro-capite Nicosia è uno dei comuni più virtuosi d’Italia per il gioco d’azzardo. Secondo i dati Istat del 2017 il Comune di Nicosia ha 13.588 abitanti ed un reddito pro-capite di 12.882,67 euro l’anno.

Nicosia risulta al posto numero 3.624 su 7954 comuni italiani nella classifica generale per giocate pro-capite. Considerando le città delle stesse dimensioni è al posto numero 3483 su 7100 comuni fino a 50 mila residenti sempre nella classifica generale per giocate pro-capite.

I soldi spesi in giocate a Nicosia equivalgono a 8,80 milioni di euro, la maggior parte, oltre il 40 %, vengono spesi 3.59 milioni di euro in slot machine, attualmente sono installati 44 apparecchi. Per il comma7 si spende 11.510 euro, 258 euro per i pronostici sportivi, 5.730 euro per eurojackpot, 49 euro per l’ippica, 473.870 per le lotterie istantanee, 3.250 euro per le lotterie tradizionali, 1.590.000 euro per il lotto, 140 euro per scommesse in agenzia, 2.69 milioni di euro per scommesse sportive a quota fissa, 233.730 euro per scommesse virtuali, 187.000 euro per il superenalotto e 8.520 euro per il winforlife.

Le vincite a Nicosia sono pari a 6,78 milioni di euro. Di questi 2,5 milioni di euro sono stati vinti alle slot machine, 1.324,7 euro con l’eurojackpot, 336.952 euro con le lotterie istantanee, un milione di euro al lotto, 2,6 milioni di euro con le scommesse sportive quota fissa, 197.148,2 euro con le scommesse virtuali, 81.124 euro con il superenalotto e 2.445,8 euro con il winforlife.

Il record italiano di giocate pro capite è compreso fra Piemonte e Lombardia: l’Italia che dedica più risorse all’azzardo è concentrato soprattutto al nord e l’ammontare della spesa per il gioco sembra spesso essere correlata alla distribuzione del reddito medio-pro capite della Penisola. Si conferma il record di Caresanablot, comune record del vercellese: qui nel 2017 si è speso per il gioco più di 28 mila euro, circa 5 mila euro in più del reddito medio pro-capite dei suoi cittadini. Un primato che, anche quest’anno, è fortemente influenzato dalle spese per slot machine.

Ma se sono le regioni del Nord a guidare la classifica delle giocate record, l’eccezione viene dal centro-sud. Con una spesa media di circa 1.500 euro pro-capite è l’Abruzzo a guidare la classifica delle regioni dove si gioca di più. Un record che si riflette nelle cifre record dei comuni di Scurcola Marsicana e Rocca San Giovanni, rispettivamente ottavo e nono nella classifica dei comuni italiani per l’azzardo.

Tra i centri urbani di media grandezza invece si conferma il record di Prato: il comune toscano ha fatto registrare ben €3.320 euro pro-capite di spesa per i differenti giochi, mentre tra le città metropolitane (più di 200mila) spicca il primato di Bologna (€1.875 euro pro-capite di giocate nel 2017).

È Prato la provincia record per l’azzardo in Italia: nel corso del 2017 si sono giocati circa 2.948,08 euro pro-capite, un vero e proprio primato a livello nazionale. Seguono molti comuni del Nord e del centro-Nord, come Ravenna, Rovigo e Como. In controtendenza, in un trend dominato dalle province del Nord, c’è la spesa per il gioco nel teramano: con 1.721 euro pro-capite di giocato nel corso dello scorso anno, la provincia di Teramo è la 5° a livello nazionale per spese relative all’azzardo.

Anche nel caso delle province è evidente la netta frattura riscontrata tra nord e sud: se le province del nord sono quelle dove il giocato è solitamente più sostanzioso, sono le province del sud quelle dove si gioca di meno. Enna è la più virtuosa d’Italia con una spesa di appena 548 euro pro-capite per l’azzardo nel 2017, con una raccolta totale di oltre 90 milioni di euro e vincite per 66 milioni. Il Comune più virtuoso dell’ennese è quello di Troina con una spesa pro-capite di 144 euro.

 


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