Nicosia, finisce davanti al Tar il contenzioso tra Enel Sole e il Comune

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Finisce davanti al Tar il contenzioso che vede contrapposta la società Enel Sole, che dal 2002 gestiva gli impianti di illuminazione pubblica e la fornitura di energia elettrica ed il Comune di Nicosia.

La società Enel Sole ha chiesto al tribunale amministrativo di annullare la delibera del mese di novembre 2019 con la quale il Comune di Nicosia decideva di pagare € 1.253.073,29 alla Enel Sole a saldo e a stralcio di quanto dovuto per la manutenzione e gestione degli impianti, la somministrazione di energia elettrica sino alla scadenza della convenzione, con emissione da parte dell’ex gestore di note di credito per gli importi precedentemente addebitati e contestati. Nella stessa delibera, inoltre, chiedeva di confermare la stima degli impianti acquisiti al patrimonio del Comune il 7 febbraio 2019 per l’importo di 14.000 euro.

La Enel Sole, contestando questa delibera, chiede invece 1.150.000 euro per i costi di manutenzione e somministrazione di energia elettrica fino al mese di novembre 2017, 163.000 euro per il riscatto degli impianti 274.000 euro per la fornitura di energia elettrica dal mese di novembre 2018 al mese di ottobre 2018. Una cifra che sfiora il milione e 600 mila euro, a cui va aggiunta l’iva e gli interessi e che porterebbe il totale a circa due milioni di euro.

Il Comune di Nicosia si dovrà costituire davanti al Tar ed ha affidato l’incarico all’avvocato Lucia Maddaleno, che aveva seguito tutte le fasi dell’iter del contezioso, compresa anche un tentativo di transazione nel mese di febbraio 2019 non andato a buon fine.

Secondo la convenzione del 2002 la Enel Sole doveva ricevere dal Comune di Nicosia la cifra di 257.000 euro l’anno. Ma dopo sette anni a partire dal 2009 aveva applicato aumenti che sfioravano il 50%, facendo lievitare il canone annuo a 443.000 euro. Fallito un tentativo di rinegoziare il canone, il Comune di Nicosia riteneva corretto di versare solo 30.000 euro al mese e dal mese di giugno 2014 non ha versato più nulla, anche se nel bilancio le somme sono state comunque accantonate. Da qui la nascita del contezioso che ora potrebbe costare alle casse comunali due milioni di euro.

 


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