Nicosia, il 20 maggio si inaugura presso il Liceo Fratelli Testa la mostra del maestro Lorenzo Maniscalco

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L’educazione è un processo che travalica il recinto delle ore istituzionali. La scuola, soprattutto oggi, deve porsi all’incrocio delle esperienze più diverse: deve coinvolgere interamente il tempo e lo spazio della comunità in cui è inserita.

Quest’anno il Liceo Fratelli Testa può finalmente ritrovare  la sua vocazione: quella di farsi “luogo formativo poliedrico”, per utilizzare le parole del suo dirigente, il prof. Josè Chiavetta.

Quest’anno per la seconda volta l’ampio e accogliente atrio del Liceo Fratelli Testa ospiterà una mostra d’arte contemporanea. Dopo la collettiva dedicata ad artisti italiani e stranieri impegnati nella difesa dei diritti umani, è la volta della personale di pittura del giovanissimo maestro Lorenzo Maniscalco, classe 1991, con una mostra dal titolo “Le formule dell’arte”.

La mostra sarà inaugurata il 20 maggio 2022 alle ore 18. Essa raccoglie circa 30 opere, ovvero una serie pittorica dal titolo “Oltre le apparenze”. Formatosi all’Istituto d’arte di Sciacca, dove ha approfondito, oltre alla pittura, anche le tecniche di lavorazione della ceramica, Lorenzo Maniscalco si è laureato successivamente in matematica presso l’Università di Palermo.

Fonda nel 2016 la “Casa delle arti”. E si dedica anche allo studio della musica.

I suoi lavori sono il crocevia, la sintesi delle sue esperienze e della sua formazione.

Dietro le strutture geometrizzanti, che inquadrano e disciplinano trame decorative infinite, ecco trasparire volti, gesti, movimenti.  La superficie pittorica si arricchisce di un secondo piano: lo spazio del gioco, della libertà, del movimento umano e della sua seduzione. La struttura che viene incontro all’osservatore è a volte rappresentata dalla scrittura, anch’essa, in fondo, una trama. La parola diviene fregio, decoro, elemento formale e visivo. L’intersezione di questi due piani rinnova il binomio tra arte e matematica. Binomio antichissimo e fondativo,  lo troviamo all’origine del canone della pittura italiana, se pensiamo all’opera di Paolo Uccello, di Botticelli e di tutto il Rinascimento italiano.

Ma anche la stessa percezione umana del reale non può avvenire se non in termini matematici.  “Il mondo è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola “, scriveva Galileo Galilei.

Stefano Vespo

 


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