Nicosia, il Movimento per la Difesa dei Territori denuncia lo stato di degrado dell’area attrezzata della Riserva naturale del Campanito

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Con una nota inviata presidente dell’Azienda speciale silvo pastorale di Nicosia, al sindaco e al comandante del Corpo Forestale del Distaccamento di Nicosia, il Movimento per la Difesa dei Territori segnala il degrado in cui si trova l’area attrezzata presso la Riserva naturale del Campanito

Vogliamo segnalare e denunciare il grave stato di degrado in cui versa l’area attrezzata della Riserva naturale del Campanito (almeno così si legge nel cartello ivi apposto), collocata sul versante sotto-strada dell’ex Caserma oggi Museo della Montagna”. Scrive Fabio Bruno presidente del Mdt agli organi competenti

Secondo l’articolo 6 del regolamento istitutivo del 18 aprile 2000, «in capo all’ente gestore [Dipartimento Azienda Foreste Demaniali] di cui all’art. 5 sono statuiti, ai sensi dell’art. 4 della legge regionale n. 14/88, i seguenti obblighi:… – le opere necessarie alla conservazione e all’eventuale ripristino dell’ambiente».

Gli associati del Mdt il 3 aprile di quest’anno hanno rilevato e documentato con rilievi fotografici che nell’area attrezzata della Riserva, sono presenti rifiuti abbandonati, si tratta di evidenti “resti” di bivacco, perlopiù costituiti da plastiche. Inoltre, alcune parti del recinto sono gravemente danneggiate, i corrimano in legno che dovrebbero proteggere da eventuali cadute nei fossi discolo delle acqua, sono instabili ed anche in alcune parti pure marci; le ceppaie degli tagli sono ancora sul posto, ed è facile inciamparvi.

Il Movimento per la Difesa dei Territori a suo tempo, aveva presentato all’Assp il progetto del “Premio paesaggio del Consiglio d’Europa”, rimasto nel nulla, sottolineando che «Quando l’Azienda Speciale fu costituita, era il 12 dicembre del 1953, lo scopo era quello della «gestione tecnica ed economica del patrimonio terriero del Comune costituto nella quasi totalità da boschi e pascoli», a «vantaggio di tutti i cittadini».

È del tutto prevedibile il balletto delle “competenze di gestione” che spesso in questi casi viene frapposto alle legittime richieste dei cittadini. – continua l’ingegnere Bruno nella sua nota –

Anche lo sdegno o la “tristezza” sono ormai del tutto inutili (sebbene legittimi): occorre un’azione severa verso il gestore affinché provveda al ripristino ambientale o, almeno, alla cura degna della riserva, oppure che codesta Assp si faccia assegnare la gestione di tale area e quindi provveda in merito e che il Corpo forestale provveda agli atti di legge in ordine all’abbandono dei rifiuti. – conclude il presidente di Mdt –

Nel frattempo, diamo la nostra disponibilità per una giornata di pulizia ambientale (materia nella quale abbiamo una certa esperienza) che codesta Assp vorrà organizzare, unitamente al Corpo Forestale che siamo certi ben volentieri aderirà”.

 


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