Nicosia. La chiesetta di S. Lucia: la storia e l’arte. Da “Santa Ruscìa” alla “Porta della fera” ed ai ” Pozzi fiera” (“Cuddetta”)

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Come ogni anno, il 13 dicembre si celebra – anche a Nicosia – la festività di S. Lucia.

Quest’anno — per le precauzioni anti-Covid — si festeggia nella chiesa di Michele, molto più spaziosa.

Di solito si festeggia nella omonima chiesetta, un tempo <<chiesetta rurale >>, come scrive padre Gioco in <<Nicosia diocesi>>.

“Rurale” lo era un tempo, quando era <<situata fuor della città>> (come scrive il Provenzale) e quando fu scelta (nel 1612) come <<convento di San Francesco di Paula>> (sempre Provenzale 1695).

In effetti la chiesa sorgeva solitaria in contrada S. Lucia – alla periferia dell’abitato, sotto il quartiere di S. Michele e S. Lucia.

Quest’ ultimo è delimitato — nella parte terminale — dalle vie M.Capra – S.Lucia – Bivio (con modernissima e kitche piramide massonico-bonelliana),dove – internata in un “vicolo S.Lucia”, tutta rifatta e imbrattata di cemento, sorge tuttora (irriconoscibile!) una delle più antiche PORTE della “Nicoxia” lombarda: la ” PORTA DEL TERRASCONE”, denominazione di origine ligure, una delle zone di privenienza (assieme al Monferrato piemontese) dei galloitalici di Sicilia (Michele Amari, Illuminato Peri, Angelo Barbato, Giulia Petracco Siccardi).

La chiesetta sorge su un piccolo pianoro roccioso che degrada verso il sottostrante vallone per poi risalire verso la Torretta, il pianoro delle ” vigne di Giancalòiru” e la Rocca e la Villa Pietralonga (villa del barone GianCalogero Li Destri Nicosia, popolarmente, appunto, “Giancalòiru”).

Era, quindi, un eremo già di per sé – e per questo i Paolotti (frati dell’ordine fondato da s. Francesco di Paola) avevano accettato l’offerta dell’Universitas Terrae Nicoxiae (comune di Nicosia) di fondarvi un convento maschile.

Ma anche per loro il luogo risultò essere troppo romito e troppo distante dalla città a tal punto che anche questi indomiti fraticelli trovavano difficile poter sopravvivere e salire in città a fare la questua.

Così questi nuovi francescani chiesero un’altra sede e l’Universitas Nicoxiae concesso loro l’ex convento di S. Benedetto – vicinissimo alla città, sotto l’ antica “Porta della Fera” o “Porta Marsha” (non più esistente, sorgeva in via F.lli Testa nei pressi della chiesa di S. Antonio Abate).

Ma i Paolotti – dopo un brevissimo soggiorno nell’ex cenobio benedettino di S. Benedetto – decisero di costruirsi (dal 1630 in poi ) un nuovo e ampio convento alla “Colletta” (“a Cuddetta”), che da loro prese poi la denominazioni di “piazza S. Francesco di Paola” — dove e accanto alla zona circostante — si svolgeva l’ importante “fiera di S. Bartolomeo” o “fiera d’ agosto” in concomitanza con la solenne festività di S. Bartolomeo, dimenticato compatrono di Nicosia (come anche S. Nicola, “patrono precipuo, unico e principale” della città bizantino- galloitalica). [Il ricordo di questa sontuosa fiera è rimasto soltanto negli “odonimi” (nomi di strade) ” vicoli Pozzi Fiera”: tutto il resto è stato distrutto!].

La chiesetta di S. Lucia rimase, per secoli, solitaria in quella zona – tra il quartiere scosceso di S. Lucia (tutto a scalinate, vanedde , pendine e quintane) e la contrada omonima, che discende fino al sottostante vallone, confinante con le contrade Torretta, Torre del Monaco e S. Luca (Casale), feudo dei baroni Nicosia– Li Destri.

Il piccolo edificio è – oggi – affogato tra grandi “scatoloni” in cemento armato, che hanno cementificato la zona per concessioni edilizie dei “nuovi barbari”.

Il sacro edificio risale al ‘500, come evidenziano il prospetto esterno e i due portali (quello principale e l’altro laterale).

È ad aula unica e di struttura semplice, quasi schematica. L’interno è stato “restaurato” \rifatto (pavimento, soffitto ligneo a capriate semplici), ma conserva 2 sculture originali.

Del primiero convento dei Paolotti, a S. Lucia non restano tracce perché numerosi sono stati i rifacimenti.

Le due sculture antiche sono: la statua di S. Lucia (ricordata dal Provenzale 1695) sull’altare principale (ed anche unico) e un bel Crocifisso sulla parete sx, “imprigionato” dentro una cornice lignea “aliena” , non originaria.

Interessanti sono inoltre: un elegante “elemosiniere” (cassetta delle elemosine) laccato e dipinto; un bel quadretto di una “Madonna col bambino” con le coroncine dorate (forse riproduzione della Madonna di Valverde).

Il culto di S. Lucia è molto antico, persistente e popolare anche a Nicosia e, il giorno della festa, durante le numerose messe, la chiesetta è sempre strapiena di fedeli!

Per la festività si cucina ancora la “cucìa” (frumento bollito e poi condito con ricotta o cioccolato) e si preparano dei dolci a forma di occhi (ruciète o dduciète o luciète), fatti benedire il giorno della festa.

Nino Contino

(Foto inedite- Nino Contino 2015)

 

 

 

 

 


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redazione

Redazione TeleNicosia.it fondata nel luglio del 2013. La testata è iscritta al Tribunale di Nicosia al n° 2/2013.