Nicosia, oltre 30 bambini esclusi dall’asilo nido comunale: famiglie chiedono una soluzione al Comune

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I genitori denunciano modifiche illegittime al regolamento durante il procedimento di selezione. Chiesta la sospensione in autotutela della graduatoria

Una trentina di famiglie di Nicosia si trovano ad affrontare un dilemma che non dovrebbe esistere nel 2025: scegliere tra lavoro e cura dei figli. È questa la drammatica conseguenza della decisione del Comune di escludere oltre trenta bambini dall’accesso all’asilo nido comunale, lasciando altrettante famiglie senza una soluzione per la custodia dei più piccoli.

La vicenda ha assunto i contorni di una vera e propria battaglia legale quando alcune famiglie hanno scoperto che, durante il procedimento di selezione già avviato, l’amministrazione comunale ha modificato i criteri di accesso al servizio. Una mossa che i genitori definiscono non solo scorretta, ma illegittima sotto il profilo giuridico.

La denuncia: “Regole cambiate a giochi iniziati”

Non si possono cambiare le regole del gioco quando la partita è già iniziata“, denunciano i genitori in una lettera aperta all’amministrazione comunale. La loro protesta si basa su un principio consolidato nella giurisprudenza amministrativa: secondo una sentenza del Consiglio di Stato del 2016, “il mutamento delle regole di un concorso o selezione non può operare retroattivamente su domande già presentate e procedimenti in corso“.

Le famiglie hanno quindi presentato un’istanza formale al Comune, chiedendo la sospensione in autotutela della graduatoria approvata e una revisione dell’intero procedimento. “Le modifiche regolamentari – sostengono citando la giurisprudenza – non possono incidere su procedure già avviate, dovendo applicarsi alle sole procedure indette successivamente“.

L’asilo nido, “baluardo di civiltà”

Nella loro lettera, i genitori sottolineano come l’asilo nido non sia semplicemente un servizio di custodia, ma “un baluardo di civiltà” e un servizio educativo fondamentale. “È il luogo dove i più piccoli iniziano a crescere insieme, a imparare le prime regole della socialità“, scrivono, evidenziando anche l’aspetto sociale del problema.

Per molte famiglie, infatti, l’esclusione dall’asilo comunale significa dover scegliere tra rinunciare al lavoro – con tutto ciò che questo comporta in termini economici e professionali – o sostenere i costi elevati di strutture private, spesso insostenibili per i bilanci familiari.

Il confronto con altri Comuni

I genitori non mancano di sottolineare come altre comunità del territorio abbiano affrontato la questione in modo diverso, “investendo risorse per garantire il servizio a tutte le famiglie che ne fanno richiesta“. Un implicito rimprovero all’amministrazione di Nicosia per non aver saputo organizzare un servizio adeguato alle necessità del territorio.

Sostenere i genitori significa sostenere l’intera comunità“, ribadiscono nella loro lettera, evidenziando come la questione trascenda l’interesse delle singole famiglie per diventare un problema di tutta la città.

L’appello finale

La protesta si conclude con un appello diretto all’amministrazione comunale: “Oggi queste famiglie chiedono una cosa semplice: che il Comune di Nicosia ascolti il loro grido e trovi una soluzione in tempi rapidi“.

Il messaggio è chiaro: “Nessun genitore dovrebbe essere costretto a scegliere tra il lavoro e i propri figli. E perché ogni bambino ha diritto a crescere con le stesse opportunità“.

Ora la palla passa all’amministrazione comunale, chiamata a fornire risposte concrete a una vicenda che ha già generato forte malcontento tra i cittadini. La comunità attende, mentre trenta famiglie continuano a vivere nell’incertezza del proprio futuro lavorativo e familiare.

 


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