Il Comune di Nicosia ha ottenuto un finanziamento di 8 milioni di euro per i lavori di consolidamento del centro abitato nella zona Regina Elena, nell’ambito dello stanziamento di 350 milioni di euro destinati dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica alle Regioni per interventi di mitigazione del rischio idrogeologico.
L’annuncio è arrivato dal viceministro Vannia Gava, che ha sottolineato come questi fondi, interamente a carico del MASE, abbiano l’obiettivo di “tutelare le comunità e proteggere il territorio”. La Sicilia si è aggiudicata complessivamente 53 milioni di euro, con tutti i 21 interventi strategici proposti dal governo Schifani che hanno ottenuto il via libera.
Il caso Nicosia
Per Nicosia, questo rappresenta il finanziamento più consistente ottenuto dall’amministrazione Bonelli negli ultimi dieci anni. I fondi sono destinati ai “lavori di consolidamento del centro abitato del Comune di Nicosia – Zona Regina Elena”, un intervento la cui progettazione ha una lunga storia: il progetto originario fu redatto dall’ingegnere Giuseppe Parisi nel 1990, il progetto esecutivo venne approvato nel 2003 e successivamente aggiornato nel 2011. L’amministrazione Bonelli riprese e approvò un primo progetto esecutivo nel 2022, riaggiornato nel 2025.
La zona Regina Elena, conosciuta localmente come “Lavanca”, è caratterizzata da un dissesto idrogeologico che affonda le radici nel 1757, quando una devastante frana causò il crollo di gran parte del quartiere di Santa Maria Maggiore, distruggendo la basilica e circa 400 abitazioni. Nel corso degli anni sono stati realizzati interventi tampone per consolidare via Regina Elena, via Arena e via Marcello Capra, ma ora si potrà procedere con un’opera definitiva.
Il quadro regionale
L’assessore regionale del Territorio Giusi Savarino ha evidenziato come questo finanziamento abbia permesso di “affrontare e superare difficoltà ataviche”, riferendosi proprio al caso di Nicosia tra gli interventi più significativi. Gli altri comuni siciliani beneficiari includono Messina, Furnari, Agrigento, Licata, Noto, Acireale e molti altri, per opere di consolidamento di costoni rocciosi, centri abitati e strade costiere.
Il provvedimento si inserisce nel Decreto Ambiente recentemente approvato, che ha potenziato il ruolo dei commissari e semplificato la burocrazia per accelerare la realizzazione degli investimenti contro il dissesto idrogeologico, una delle principali criticità ambientali e di sicurezza del Paese.
