Nicosia, per il caso della maestra sospesa dall’attività per maltrattamenti la parola passa alla difesa

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Ha destato scalpore a Nicosia il caso della maestra sospesa per due mesi a seguito di un provvedimento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna, accusata, dopo le indagini della Compagnia dei Carabinieri di Nicosia, di maltrattamenti nei confronti dei piccoli alunni della scuola materna di largo Peculio.

L’interrogatorio di garanzia è stato fissato il 30 maggio davanti al Gip del Tribunale di Enna, Luisa Maria Bruno.

L’indagata è difesa dall’avvocato Salvatore Timpanaro del foro di Enna. Raggiunto telefonicamente il difensore ci ha dichiarato che la propria assistita si sottoporrà all’interrogatorio, rispondendo a tutte le domande ed ha aggiunto che da un primo esame degli atti “non vi è prova di veri e propri atti di violenza o percosse nei confronti degli allievi; al più la maestra è stata costretta a intervenire al solo fine di separare bambini che si accapigliavano o litigavano tra di loro. Dagli atti di indagini dei Carabinieri risultano anche condotte definiti ‘atteggiamenti amorevoli nei confronti dei bambini’. – aggiunge l’avvocato Timpanaro – La mia cliente ha ricevuto manifestazioni di solidarietà da parte dei colleghi e, soprattutto, da parte dei genitori degli alunni della scuola dell’infanzia. Ciò dimostra che il clima in classe era sereno e che non può in alcun modo parlarsi neanche di violenza assistita; né sembrerebbero configurabili il delitto di maltrattamenti e neanche quello meno grave di abuso dei mezzi di correzione”.

 


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redazione

Redazione TeleNicosia.it fondata nel luglio del 2013. La testata è iscritta al Tribunale di Nicosia al n° 2/2013.

2 thoughts on “Nicosia, per il caso della maestra sospesa dall’attività per maltrattamenti la parola passa alla difesa

  • 31 Maggio 2019 in 8:38
    Permalink

    Non ho dubbi di dubitare sulla posizione difensiva dell’avv.to Timpanato e proprio da questo fatto sì può notare quanto importante sia l’istallazione di videocamere all’interno delle classi dei bambini, perché quella sarebbe stata una prova madre di difesa, come lo è stata per me in almeno 2 casi nella mia lunga vita professionale di Poliziotto Penitenziario.

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