Nicosia, protesta dei lavoratori del cantiere di servizi ex reddito minimo

Condividi l'articolo su:

Sono oltre una ventina sul piede di guerra i lavoratori del cantiere di servizi (ex reddito minimo), che da tre mesi non percepiscono il loro sussidio dalla Regione.

Una situazione che ormai si protrae da quasi venti anni, si tratta di lavoratori che in base al decreto legislativo 237/98 lavorano all’interno della macchina comunale percependo a fine mese un sussidio regionale che parte da 278 euro ed aumenta in base al numero di familiari in carico. Questi lavoratori non hanno diritto al versamento di contributi, una sorta di lavoro in nero autorizzato per legge.

Questa piccola cifra però non viene erogata con puntualità creando gravi disagi a queste persone, alcune delle quali vivono solo con questo sussidio. Una situazione per alcuni diventata disperata in quanto non possono pagare le bollette di luce, acqua e gas, non possono acquistare medicinali e cibo. E ad alcune famiglie le utenze sono già state staccate o mancano pochi giorni per avviare le procedure di distacco.

La situazione grave non è solo per i lavoratori di Nicosia, ma anche per quelli degli altri 34 Comuni della provincia di Enna e di Caltanissetta che usufruiscono del medesimo trattamento, in tutto sono oltre 1200 persone che dalla prossima settimana hanno deciso di protestare, anche in modo clamoroso il loro disagio.

A guidarli nella protesta è Giuseppe Rosa un lavoratore del cantiere di Barrafranca, uno dei comuni nel quale i lavoratori non percepiscono il sussidio addirittura da metà novembre 2018. “Aspetteremo fino a lunedì 25 marzo per ricevere quanto ci è dovuto, – afferma Giuseppe Rosa – poi attueremo la nostra forma di protesta con uno sciopero ed un’occupazione a Capodarso con tutti i lavoratori ex reddito minimo che vorranno unirsi alla protesta, probabilmente tra martedì e mercoledì della prossima settimana”. Alla protesta si uniranno anche gli ex reddito minimo di Nicosia.

Questi lavoratori chiedono che i pagamenti dei sussidi avvengano in modo puntuale, nel cantiere di Nicosia chiedono anche che il Comune possa anticipare almeno una o due mensilità per poter far fronte alle spese imminenti come ad esempio il pagamento delle utenze scadute.

 


Condividi l'articolo su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *